Enel contro Greenpeace: il corto di Calopresti è diffamatorio

Enel contro Greenpeace: il corto di Calopresti è diffamatorio

Continua lo scontro sul carbone tra Greenpeace ed Enel, con la multinazionale pronta a querelare l'associazione per l'ultimo filmato prodotto.

Il carbone uccide? Per Greenpeace la risposta è assolutamente sì, a prescindere dalle nuove tecnologie che prometterebbero il contrario. Proprio per questo l’associazione ha sponsorizzato la produzione di un corto chiamato “Uno al giorno” con cui accusa Enel di provocare in media un morto al giorno grazie all’uso diffuso di tale fonte energetica. Accuse pesanti e gravi, che l’associazione ha rilanciato anche all’interno del testo rilasciato alla stampa per presentare il suddetto video:

Una morte prematura al giorno e 1,8 miliardi di euro l’anno di danni alla salute, all’economia e all’ambiente. Questi sono i veri numeri di ciò che Enel fa in Italia con il carbone, la fonte energetica più sporca e impattante per il clima e la salute umana.

Il regista del corto, Mimmo Calopresti, ha rincarato la dose:

Cosa pensano gli italiani sentendo nominare il carbone? In genere più alla Befana che alla produzione di elettricità. La sfida che ho abbracciato con Greenpeace è proprio questa: raccontare agli italiani cosa sia realmente quel combustibile fossile, quali danni arrechi alla salute umana, al clima, alla nostra economia. Enel è una grande multinazionale, un’azienda cardine di questo Paese: ma il 41% della sua elettricità viene dal carbone. E vogliono pure costruire nuove centrali a carbone. Mi sembra una follia!

Il linguaggio scelto per il filmato è, comunque, davvero estremo, come potrete comprendere voi stessi visualizzandolo (si trova in coda all’articolo). Non sorprende allora, che Enel abbia reagito con durezza, dopo che il video è stato presentato con successo anche all’apertura del Festival del Cinema di Roma.

Il presidente della multinazionale, Giovanni Mancini, ha infatti firmato una lettera indirizzata a Greenpeace in sui si legge inequivocabilmente:

Vi diffidiamo a procedere all’immediata rimozione del filmato in oggetto dal vostro sito, nonché ad astenervi dal tenere condotte calunniose e diffamatorie nei confronti delle società del gruppo Enel.

E mentre da Greenpeace fanno sapere che non intendono arretrare di un passo dalle loro posizioni, a noi non resta che auspicare che il dibattito possa continuare in maniera più serena. Ci piacerebbe, fra le altre cose, sapere anche cosa ne pensate voi lettori del filmato firmato Calopresti e Greenpeace e del problema carbone in Italia. Possibile che un tema del genere, in tempi così caldi per la politica italiana, resti ai margini del dibattito pubblico?

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