Emissioni di CO2, Parlamento UE approva riduzione del 60%

Emissioni di CO2, Parlamento UE approva riduzione del 60%

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Il Parlamento Europeo approva l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 60% entro il 2030, superato il traguardo -55% sostenuto dalla Commissione UE.

Il Parlamento UE ha approvato la riduzione delle emissioni di CO2 del 60% entro il 2030. Un emendamento votato oggi dall’assemblea comunitaria sposta in avanti l’asticella. Superata quindi l’ipotesi -55% avanzata dall’Esecutivo di Ursula von der Leyen.

La riduzione del 60% delle emissioni di CO2 entro il 2030 è stata approvata con un margine limitato. Hanno votato a favore 352 parlamentari europei, a fronte di 326 voti contrari e 18 astensioni. Favorevoli Socialisti e Democratici (S&D), i Verdi, Sinistra unitaria europea (Gue), quasi tutti i Liberaldemocratici di Renew insieme ad alcuni Popolari e agli eurodeputati del Movimento5Stelle. Pareri contrari dl PPE, la restante parte di Renew, ECR (Conservatori, di cui fa parte Fratelli d’Italia) e ID (estrema destra, nella quale figura la Lega).

Durante la stessa sessione è stato bocciato un altro emendamento, avanzato da Conservatori e ID. Nel testo si chiedeva la bocciatura dell’intero pacchetto sul clima. Diversi tuttavia i provvedimenti approvati, inclusi quelli noti come “Carbon Offset” e “Carbon Budget“.

Emissioni di CO2, Carbon Offset e Carbon Budget

Il primo dei due emendamenti è finalizzato all’esclusione, ai fini del rispetto degli obiettivi, delle compensazioni “dovute all’assorbimento del carbonio attività di riforestazione a livello internazionale”. Capitolo Carbon Budget o “Bilancio del carbonio”. Questo meccanismo rappresenterà il metodo alternativo per la verifica del percorso dei singoli Stati verso il traguardo “zero emissioni” (da centrare entro il 2050).

Proprio il meccanismo Carbon Budget è tra i provvedimenti più richiesti dalle associazioni ambientaliste. Consiste nel calcolare le emissioni massima tollerabili a livello globale in un determinato periodo. Ciò comporterà la possibilità che in casi estremi si debbano adottare misure più stringenti di quelle scaturite dalle verifiche comunitarie.

In base alle varie proposte avanzate la Commissione UE valuterà la coerenza tra piani nazionali ed europei entro settembre 2023. Successivamente le valutazioni verranno effettuate ogni 5 anni.

Fonte: Askanews

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