Emissioni CO2, ENEA: -1,4% nel primo semestre 2016

Emissioni CO2, ENEA: -1,4% nel primo semestre 2016

Fonte immagine: Pixabay

L'ultimo bollettino dell'ENEA registra un calo dell'1,4% delle emissioni di CO2, dovuto a fattori climatici e a un minor ricorso ai combustibili fossili.

Nel primo semestre del 2016 le emissioni di CO2 in Italia sono calate dell’1,4% a seguito di un minore ricorso ai combustibili fossili da parte dell’industria elettrica. A rivelarlo è l’ENEA nella sua ultima analisi trimestrale del sistema energetico italiano.

I dati del primo semestre del 2016 evidenziano un calo del 6% nelle emissioni della generazione elettrica. Nella prima parte dell’anno il ricorso alle fonti fossili del settore è diminuito di ben il 20%.


Le emissioni sono calate anche nel settore civile, che a causa di fattori climatici ha ridotto del 2,6% la quantità di CO2 immessa in atmosfera. Una tendenza opposta si registra invece nel settore dei trasporti, che ha chiuso il bilancio semestrale delle emissioni a quota +2,3% per via di un aumento delle attività.

Il bollettino dell’ENEA riporta una leggera flessione dei consumi di energia nei primi sei mesi del 2016. Il calo della domanda elettrica del 2,1% ha portato a una riduzione dei consumi pari all’1%. I combustibili fossili sono stati i più penalizzati. Le temperature miti registrate nei primi tre mesi dell’anno hanno ridotto il consumo di gas per riscaldamento.


Il consumo di gas naturale nel settore elettrico è invece cresciuto del 10%. In aumento anche il ricorso al gas nel settore industriale, che ha registrato una crescita del 2,5%.

L’aumento dei trasporti su gomma ha portato a un incremento dei consumi di prodotti petroliferi dell’1,2%. Per quanto riguarda la produzione di rinnovabili non programmabili nel primo semestre del 2016 la generazione si è mantenuta sui livelli del primo semestre del 2015, attestandosi su un valore medio giornaliero pari al 14% della domanda.

Anche nel secondo trimestre del 2016 si è assistito a una contrazione delle fonti rinnovabili elettriche, a quota -0,2 Mtep. Negli ultimi cinque trimestri il calo medio è stato di 0,6 Mtep. A incidere su questa riduzione è stato soprattutto il calo della produzione idroelettrica, che ha perso 0,4 TWh e della generazione fotovoltaica, a quota -1,2 TWh.

Un dato positivo si registra nei prezzi dell’energia elettrica industriale. Il divario con la media UE è sceso dai 6,5 eurocent/KWh del 2015 a 5,5 eurocent/KWh.

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