Emergenze e dissesto idrogeologico, Costa: piano da 9 miliardi di euro

Emergenze e dissesto idrogeologico, Costa: piano da 9 miliardi di euro

Dissesto idrogeologico: il Ministero dell'Ambiente metterà a disposizione 9 miliardi di euro per la messa in sicurezza del territorio e le emergenze.

Verrà presentato a metà febbraio il nuovo piano del Ministero dell’Ambiente per le emergenze e il dissesto idrogeologico. A confermarlo è il ministro Sergio Costa, che in un’intervista concessa a Il Sole24Ore ha sottolineato come il provvedimento prevederà investimenti per 9,1 miliardi di euro. Il documento è al momento sotto valutazione ministeriale e nelle prossime settimane dovrebbe ricevere un primo via libera da parte del Governo Conte.

Secondo quanto riportato dal ministro dell’Ambiente Costa una parte dei fondi che verranno stanziati (2,6 miliardi di euro) godrà della “flessibilità” concessa dall’UE all’Italia: si tratta di investimenti destinati alla gestione delle emergenze, a opera del Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio, e che terranno conto del fatto che il Bel Paese presenta, nel 79% del suo territorio, delle “fragilità idrogeologiche”.

I restanti 6,59 miliardi di euro verranno invece erogati nella misura di 900 milioni a triennio, spiega Costa, gestiti dal Ministero dell’Ambiente in funzione delle necessità di messa in sicurezza del territorio. Si parla in questo caso di interventi “strutturali”, con l’obiettivo di massimizzare il numero di progetti “cantierabili”.

Non soltanto fondi destinati a interventi concreti, ma anche un miglioramento dei percorsi necessari per accedere a tali cifre. Questo quanto afferma il ministro dell’Ambiente Costa, che annuncia in primo luogo una correzione del portale ReNDIS, il cui sistema è ritenuto “farraginoso” mentre l’algoritmo utilizzato penalizza i luoghi meno abitati. A questo proposito, spiega Costa, l’algoritmo resterà in funzione, ma verrà introdotto un margine di discrezionalità (sotto forma di percentuale di valutazione) per il commissario.

Novità in arrivo anche per quanto riguarda l’iter di approvazione e la concessione dei fondi. Il progetto arriverà al vaglio dell’Autorità distrettuale di bacino prima della fase di validazione. Diminuiranno le “rate” di erogazione, che passeranno dalle attuali 5-8 ad appena 3. Per venire incontro ai Comuni verrà inoltre anticipata la prima parte dei fondi alla fase esecutiva così da permettere un maggior avanzamento dei progetti e il superamento del preliminare.

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