Elon Musk contro le limitazioni da quarantena: “Sono fasciste”

Elon Musk contro le limitazioni da quarantena: “Sono fasciste”

Fonte immagine: Nasa via Wikimedia Commons

Elon Musk si scaglia contro le restrizioni di movimento per contenere l'infezione da coronavirus: per l'imprenditore si tratterebbe di fascismo.

Elon Musk approfitta dell’annuncio dei risultati del primo quarto fiscale dell’anno di Tesla per scagliarsi contro le regole imposte dalle autorità per il lockdown. E lo fa con parole molto dure: secondo l’imprenditore, la richiesta di rimanere il più possibile a casa per ridurre i contagi da coronavirus sarebbe “fascista”.

Musk, forte di un trimestre oltre alle aspettative degli analisti, ha deciso di opporsi pubblicamente alle restrizioni sugli spostamenti, volute dalla maggior parte dei governi mondiali per limitare la diffusione del nuovo coronavirus. In risposta a una domanda di un analista di Morgan Stanley, l’imprenditore ha così risposto:

L’estensione della richiesta di rimanere in casa – che francamente chiamerei costringere con la forza le persone nelle loro abitazioni, contro i loro diritti costituzionali – sta distruggendo la libertà della gente, in modo orribile e sbagliato. Non è per questo che le persone sono arrivate in America o hanno costruito questa nazione. […] Dire alle persone che non possono abbandonare le loro case, pena l’arresto, è fascista. Non è democratico, non è libertà, ridate alle persone la loro dannata libertà.

Musk ha poi continuato su Twitter, annunciando lo slogan “FREE AMERICA NOW“, ovvero “liberiamo ora l’America”.

Le dichiarazioni del padre di Tesla hanno generato una forte diatriba sui social network, tra sostenitori e detrattori. Tra i primi molti elettori di Donald Trump, in particolare i gruppi di pressione Repubblicani che, negli ultimi giorni, hanno organizzato proteste in tutti gli Stati Uniti per chiedere l’immediata cessione del lockdown. Fra i detrattori diversi medici, i quali hanno ricordato come le restrizioni in corso non siano nati allo scopo di danneggiare i diritti delle persone, bensì come misure di emergenza per appiattire la curva epidemica, considerando come il numero di terapie intensive non sarebbe sufficiente alla cura di tutti in assenza di ostacoli alla diffusione del coronavirus.

Fonte: Forbes

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