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Elefanti, lo Zimbabwe come il Bostwana: morti misteriose

Elefanti, lo Zimbabwe come il Bostwana: morti misteriose

Fonte immagine: Pixabay

Elefanti, dopo il Botswana delle morti misteriose anche in Zimbabwe: non si tratta di bracconaggio, forse di contaminazione da pericolose tossine.

Moria di elefanti, dopo il Botswana tocca allo Zimbabwe. Torna a destare preoccupazione l’improvvisa morte di alcuni pachidermi in Africa, dopo il rinvenimento di 11 esemplari senza vita proprio in Zimbabwe. E ora si teme che si stia ripetendo quanto già successo in Botswana, dove oltre 400 elefanti hanno perduto la vita per cause ancora tutte da identificare.

Le carcasse dei pachidermi sono state scoperte lo scorso venerdì nella foresta del Pandamasue, nei pressi del Parco Nazionale dello Hwange. Gli animali sono stati rinvenuti con le zanne intatte, di conseguenza è stata immediatamente esclusa l’ipotesi del bracconaggio. Le autorità hanno quindi raccolto dei campioni di sangue e di tessuto per condurre le opportune analisi autoptiche, in attesa di comprendere quale sia la ragione della loro morte improvvisa.

Tinashe Farawo, un portavoce dell’autorità nazionale per la gestione dei parchi naturali dello Zimbabwe, ha confermato l’assenza di bracconaggio e anche l’improbabilità di un avvelenamento:

Possiamo solamente accertare le cause della morte dopo i test. Ma abbiamo già escluso l’avvelenamento da cianuro. Solo gli elefanti sono stati colpiti, nessun avvoltoio o altro predatore è rimasto coinvolto. Abbiamo escluso anche il bracconaggio, poiché le zanne sono intatte.

Elefanti, il caso in Botswana

Come già accennato, il caso è molto simile a quello occorso in Botswana nel corso delle ultime settimane. Più di 400 elefanti sono stati rinvenuti senza vita, anche se le cause al momento non sono ancora chiare. Escluso il bracconaggio e l’avvelenamento, i test hanno confermato l’assenza di nuovi virus. Da alcune testimonianze di residenti locali, pare che i pachidermi abbiano presentato disturbi di tipo neurologico. Per questa ragione, gli esperti ritengono possano essere stati contaminati da alcuni cianobatteri, forse presenti nel delta dell’Okavango, a cui gli elefanti risulterebbero particolarmente sensibili.

Fonte: CBS

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