Elefanti: arrestata la regina cinese dell’avorio

Elefanti: arrestata la regina cinese dell’avorio

Fonte immagine: Pixabay

Arrestata in Cina la cosiddetta Regina dell'Avorio, una donna cinese sospettata di essere alla leadership del bracconaggio di zanne d'elefanti.

La lotta contro il bracconaggio segna una nuova, e importante, vittoria. Una donna cinese, ribattezzata dai media locali come la “Regina dell’Avorio” per la sua leadership sul mercato nero, è stata identificata e arrestata dalle autorità africane. E ora dovrà difendersi dall’accusa di aver trafficato ben 706 zanne di elefante dalla Tanzania ai mercati asiatici, per un valore totale di 2,16 milioni di euro. La Elephant Action League, un gruppo di sensibilizzazione e protezione dei pachidermi in Africa, ha definito l’accusata come “il più importante trafficante di avorio mai arrestato nella nazione”.

Yang Feng Glan, una donna di 66 anni anni, è stata identificata come il collegamento cruciale fra i bracconieri in Africa e gli acquirenti finali nelle nazioni asiatiche. Un’attività che avrebbe condotto per ben 14 anni, diventando rapidamente la leader del mercato cinese, dove l’avorio è ancora largamente utilizzato a scopo ornamentale, nonostante i crescenti divieti e le pressioni dal governo centrale, anche a livello internazionale. Così ha spiegato la Elephant Action League:

È recentemente scomparsa dalla Tanzania, per trasferirsi in Uganda, ma è tornata una settimana fa, quando una task force l’ha arrestata. Dopo aver confessato i propri reati, è stata condotta davanti all’alta corte di Dar es Salaam, dove dovrà affrontare una sentenza massima dai 20 ai 30 anni di carcere. […] Secondo le prime informazioni raccolte dalla task force, ha trafficato avorio almeno dal 2006, lavorando con i bracconieri di più alto rango nella regione e nella nazione. È connessa a diverse compagnie estere, tutte cinesi.

Originaria di Pechino, così come sempre l’Elephant Action League sottolinea, la donna sarebbe proprietaria di diversi immobili e altrettante automobili. Avrebbe quindi appreso lo swahili per trasferirsi in Tanzania nel 1975, dove ha lavorato come interprete per la costruzione di una ferrovia finanziata da fondi cinesi.

La condizione degli elefanti in Africa diventa di giorno in giorno più drammatica. Nella sola Tanzania, dove si registra la popolazione più ampia di pachidermi, i recenti censimenti avrebbero testimoniato una diminuzione preoccupante degli esemplari in libertà, scesi dal 2009 al 2014 dal 109.051 a 43.330 elefanti.

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