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Elefante colpito con 15 proiettili muore dopo un mese di agonia

Elefante colpito con 15 proiettili muore dopo un mese di agonia

Fonte immagine: Pixabay

Un elefante è morto dopo essere stato colpito da 15 proiettili: il pachiderma ha lottato per un mese pur di sopravvivere.

Un elefante ha combattuto con tutte le sue forze pur di rimanere in vita, dopo essere stato colpito da ben 15 colpi di arma da fuoco. Eppure, nonostante gli sforzi, l’animale è spirato dopo un mese di agonia. È questa la triste vicenda che ha coinvolto un pachiderma in Thailandia, purtroppo venuto a mancare nonostante gli sforzi dei veterinari.

La notizia è circolata rapidamente in tutto il mondo e, come comprensibile, ha generato l’indignazione di moltissimi utenti sui social network. I quali chiedono che i responsabili di un gesto tanto vile vengano immediatamente identificati, affinché possano essere assicurati alla giustizia.

Elefante: un mese di agonia

La ricostruzione della triste vicenda proviene dal Daily Mail e risale ormai al mese scorso. All’inizio di ottobre Nga-San, un elefante della provincia dello Rayong, è stato trovato agonizzante nei pressi di una piantagione di palme da olio. Alcuni abitanti di un limitrofo villaggio hanno immediatamente allertato le autorità che, giunte sul posto, hanno trovato il pachiderma in condizioni gravi.

L’animale era infatti stato raggiunto da 15 proiettili, dei colpi di arma da fuoco che avevano trapassato la spessa pelle di coda, zampe e natiche. Alcuni bossoli purtroppo sono riusciti a penetrare in profondità, coinvolgendo cuore, milza e intestino dell’animale.

Lo staff veterinario ha fornito immediatamente tutte le cure del caso, tuttavia lo scorso sei novembre l’elefante è rimasto vittima di improvvise complicazioni. L’animale è infatti stato ritrovato in fin di vita, accasciato in uno stagno melmoso. I veterinari hanno quindi provveduto a rimuovere tutto il fango presente, per liberare l’animale, il quale presentava una temperatura corporea assai ridotta.

Nonostante un intervento di 48 ore nel tentativo di salvare il pachiderma, l’esemplare è purtroppo deceduto. Così spiega uno dei veterinari che ha seguito il caso:

Rimanere 48 ore nel fango è stato fin troppo per il già provato Nga-San. È rimasto talmente a lungo nell’acqua melmosa che la sua temperatura è improvvisamente scesa. Quando siamo riusciti a rimuovere tutta l’acqua, abbiamo acceso dei fuochi per mantenerlo al caldo.

Dopo la morte, l’elefante è stato seppellito nella foresta e la comunità locale l’ha omaggiato con una cerimonia funebre, scusandosi a nome dei responsabili per le violenze subite. La polizia sta indagando sul caso per identificare chi possa aver colpito a morte il pachiderma: le autorità stanno chiedendo l’aiuto di eventuali testimoni, anche perché il maltrattamento degli elefanti è punito con un massimo di tre anni di carcere e una cara multa.

Fonte: Daily Mail

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