Ecosistema Urbano 2019: in vetta Trento, Mantova e Bolzano

Ecosistema Urbano 2019: in vetta Trento, Mantova e Bolzano

Fonte immagine: GitoTrevisan / iStock

Presentati oggi i risultati del rapporto Ecosistema Urbano 2019: Trento città più virtuosa davanti a Mantova e Bolzano, male Torino, Roma e Napoli.

Sono Trento, Mantova e Bolzano le tre città migliori secondo il rapporto Ecosistema Urbano 2019. La ricerca firmata Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore ha raccolto i dati ottenuti dall’analisi delle performance ambientali dei capoluoghi di Provincia italiani, stilando una classifica completa delle 104 aree presenti nel Bel Paese. Tra le metropoli italiane male Napoli, Torino e Roma, tutte oltre l’80esimo piazzamento.

Trento sale al primo posto dal quarto del precedente rapporto Ecosistema Urbano, grazie soprattutto ai miglioramenti relativi a qualità dell’aria, trasporto pubblico e ciclabilità. Scende di un gradino Mantova, che mantiene tuttavia i livelli di performance ambientali evidenzia negli scorsi anni. Positivo anche il bilancio di Bolzano, ora tallonata da Pordenone (salita dalla sesta alla quarta posizione) e Parma.

I risultati di Ecosistema Urbano 2019 sono stati presentati questa mattina a Mantova da Mirko Laurenti, responsabile Ecosistema Urbano di Legambiente, e da Lorenzo Bono, Ambiente Italia. Si sono svolti anche alcuni interventi, che hanno visto l’alternarsi di vari relatori tra cui Marco Mariani (Sole 24 Ore), Stefano Ciafani (presidente Legambiente), Barbara Meggetto (presidente Legambiente Lombardia), Mario Zambrini (Ambiente Italia), Tullio Berlenghi (capo segreteria tecnica Ministero dell’Ambiente), Alessandro Bratti (direttore generale ISPRA) e Mattia Palazzi (Sindaco di Mantova).

Premiate durante l’incontro anche le Buone pratiche urbane 2019, esperienze che mostrano come il cambiamento sia possibile e a portata di mano. Ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente Legambiente:

In Italia, le politiche che interessano i centri urbani sono spezzettate tra ministeri diversi, con grande spreco delle scarse risorse a disposizione e pochi risultati eppure è nelle città che si gioca la sfida cruciale dei cambiamenti climatici, perché lì si produce oltre la metà delle emissioni di gas serra.

Per andare oltre gli impegni dell’Accordo di Parigi, non basta quanto si sta facendo: va impressa un’accelerazione alla transizione energetica, orientandola anche verso una maggiore giustizia sociale, vanno spinte le città a correggere in chiave ecologica l’edilizia e i rifiuti, i trasporti e l’industria, creando occupazione, green e circular economy, stimolando la domanda di prodotti eco-compatibili, di consumi sostenibili, lo sviluppo di filiere agroalimentari di qualità e a basso impatto ambientale.

Rapporto Ecosistema Urbano 2019

Valutati durante l’analisi di oltre 30mila dati relativi alle 104 Province italiane, sulla base di 18 parametri, per stabilire le relative performance ambientali. Ne emerge un quadro spesso disomogeneo, con diverse città a rischio per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico e una forte disparità tra le aree geografiche per quanto riguarda trasporti e gestione del ciclo dei rifiuti.

Il messaggio chiaro che proviene dal rapporto è che occorre abbandonare, spiega Legambiente, i classici dualismi “Nord/Sud”, “Grandi/Piccoli centri” e “Comuni ricchi/poveri”. A dimostrarlo la stessa classifica, articolata in posizioni e percentuali (relative alle performance ambientali) che vede tra le prime 20 posizioni Oristano (9° posto, 69,01%), Bologna (13, 65,63%), ma anche Cosenza (14, 65,52%). Male invece città come Palermo (100° posto), Roma (89), Torino (88), Bari (87) e Napoli (84), mentre è a ridosso della sufficienza Milano (posizione 35).

Su Torino e Roma pesano lo smog e il traffico (entrambe con 60 auto ogni 100 abitanti), mentre la Capitale paga anche la questione relativa all’emergenza rifiuti. Non pervenuti i dati da Vibo Valentia, che non risponde alle domande da tre anni, e da Siracusa (in silenzio da due). Ultimo posto tra le Province che hanno fornito i propri dati assegnato a Catania, 102esima con un punteggio di 28,56% (perdite alla rete idrica oltre il 45%, produzione di rifiuti più alta in Italia e scarsa disponibilità di suolo procapite per i pedoni. Ha spiegato Mirko Laurenti, responsabile Ecosistema Urbano di Legambiente:

Guardando all’Italia di Ecosistema Urbano, che esamina oltre 30mila dati raccolti attraverso questionari inviati da Legambiente ai 104 Comuni capoluogo emerge un Paese fatto di grandi questioni urbane non risolte – traffico, smog, perdite di rete idrica, produzione rifiuti – ma anche un’Italia che cerca di reagire. Lo dicono in qualche caso i nostri numeri, continua a crescere e a diffondersi anche al Sud, ad esempio, la raccolta differenziata dei rifiuti, ma lo si vede più spesso analizzando le buone pratiche urbane.

La sfida è proiettare le nostre città nel futuro, ragionandone a livello complessivo per costruire realtà sostenibili, funzionali e funzionanti. Bisogna considerare la civitas con l’uomo e l’ambiente al centro per innescare in modo strutturale quei cambiamenti capaci di guardare al futuro e che oggi si vedono solo a macchia di leopardo, spesso per iniziative di singoli cittadini, comitati o associazioni.

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