Ecomondo: economia circolare tra Coronavirus e sfide green

Ecomondo: economia circolare tra Coronavirus e sfide green

Fonte immagine: Foto di Pexels da Pixabay

La pandemia di Coronavirus ha costretto città e governi a ripensare ai propri stili di vita: necessarie modifiche a lungo termine secondo un dossier.

Sono molte le sfide legate al Coronavirus che le varie comunità stanno affrontando. Da quella sanitaria a quella alimentare, passando per i diversi settori che compongono la Green Economy come le fonti rinnovabili, la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica e la decarbonizzazione. A quest’ultime e alle mutate abitudini di tutti i giorni è dedicata il rapporto “Pandemia e sfide green del nostro tempo“, elaborato da Green City Network e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con EcomondoKey Energy.

Si tratta di un dossier suddiviso in due parti principali. La sezione uno del rapporto “Pandemia e sfide green del nostro tempo” è dedicata ai consumi e agli stili di vita in relazione proprio a economia circolare, decarbonizzazione e mobilità sostenible, mentre la seconda guarda al futuro dell’abitare e a quella che sarà la vita dopo il Coronavirus.

Una delle sfide da vincere secondo il rapporto è quella dei consumi. Ad esempio quelli legati ai prodotti elettronici: spesso concepiti unicamente come oggetto singolo, sono in realtà frutto dell’utilizzo di diversi materiali e provenienti da varie parti del mondo. Dal punto di vista alimentare, spiegano i redattori del dossier, ci si trova di fronte a comportamenti legati a distorsioni che provocano ripercussioni dal punto di vista agricolo e zootecnico.

Fronte rifiuti e raccolta differenziata la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e il Green City Network invitano, insieme a Ecomondo-Key Energy, a non perdere terreno e a continuare a dividere gli scarti in base alla tipologia di appartenenza (organico, carta, plastica, ecc.).

Dal punto di viste del rapporto tra energia e clima i redattori del dossier sottolineano come il calo dei consumi e delle emissioni sia strettamente legato all’emergenza Coronavirus ed è verosimilmente destinato a non durare. La distanza che ancora separa i vari Paesi dagli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti a Parigi nel 2015 è tutt’ora ampia e necessita di interventi soprattutto nel settore residenziale (a cominciare dal ricorso alle rinnovabili per il fabbisogno energetico).

Necessario secondo il dossier “Pandemia e sfide green del nostro tempo” anche ripensare la mobilità urbana, evitando un ritorno alle città congestionante dal traffico del periodo pre-crisi. Serve offrire alternative sostenibili concrete e rendere stabile il mancato ricorso all’auto per spostamenti ridotti o evitabili. Importante infine anche la riprogettazione dell’abitare. Ha concluso Edo Ronchi, presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile:

I consumi sono calati, l’attenzione sui consumi alimentari è cresciuta dopo si tornerà al punto di partenza precedente, come se niente fosse accaduto, o avremo fatto qualche passo avanti per capire meglio le sfide del nostro tempo? Di quanto siano importanti e delicati i consumi alimentari, caratterizzati da alti sprechi e alti impatti e come la quantità di materiali che consumiamo sia enormemente cresciuta e ormai insostenibile. Stiamo avendo difficoltà nella gestione dei rifiuti e nel riciclo.

Presteremo maggiore attenzione a questi problemi e trarremo una spinta maggiore per l’economia circolare, o metteremo in crisi i passi avanti compiuti prima della pandemia? Le emissioni di gas serra stanno calando, ma non dobbiamo trascurare la crisi climatica e le misure di decarbonizzazione perché dopo la crisi le emissioni torneranno a crescere se non si cambia. Il traffico in città è crollato, ma dopo riprenderà come prima o possiamo riflettere su come rendere la nostra mobilità nelle città meno inquinante e meno congestionata?

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