Ecomondo 2018: conclusi gli Stati Generali della Green Economy

Ecomondo 2018: conclusi gli Stati Generali della Green Economy

Fonte immagine: assente

Conclusi gli Stati Generali della Green Economy 2018, grande partecipazione a Ecomondo e tramite i canali social: il commento di Edo Ronchi.

Si sono conclusi oggi gli Stati Generali della Green Economy 2018 l’evento organizzato Consiglio Nazionale della Green Economy con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. Un appuntamento che ha potuto contare anche sul patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e della Commissione europea, e al quale hanno partecipato diverse figure istituzionali come il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Davide Crippa e il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Michele Dell’Orco. Il bilancio per l’Italia è di un comparto vitale secondo quanto riferito da Edo Ronchi, presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Gli Stati Generali della Green Economy 2018 hanno visto la presenza di circa 80 relatori italiani e internazionali, mentre le presenze sfiorano quota 3.000. Grande partecipazione anche da parte di organizzazioni di impresa e consorzi, in modo particolare durante le sessioni tematiche di approfondimento e consultazione.

Elevata la partecipazione agli Stati Generali della Green Economy anche attraverso i principali canali social, con circa 1600 tweet su Twitter (#statigreen18) e oltre 350 utenti coinvolti, per un potenziale di 700 mila profili “audience”.

Nella giornata del 6 novembre, in corrispondenza dell’intervento del ministro Costa, l’hashtag #statigreen18 si è inserito tra i “trend topic” italiani. Oltre le 1000 visualizzazioni la diretta Facebook delle sessioni plenarie. Come ha sottolineato in chiusura Edo Ronchi:

La grande partecipazione agli Stati Generali della Green economy 2018 conferma la vitalità della green economy italiana. Ora ci aspettiamo che la politica sappia interpretare questa forte spinta e contribuisca con scelte normative adeguate, a partire dall’urgente ridefinizione dell’end of waste.

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