Ecobonus 110%: riduzione rischio sismico e frazionamento

Ecobonus 110%: riduzione rischio sismico e frazionamento

Ecobonus 110% e riduzione del rischio sismico, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate in caso di frazionamento dell'immobile.

L’arrivo dell’Ecobonus 110% ha provocato uno scossone nel panorama dell’edilizia italiana. Uno shock secondo il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Riccardo Fraccaro. Inevitabili quindi le molte richieste di chiarimenti giunte all’Agenzia delle Entrate, alle quali ha in parte risposto durante il mese di agosto. Così è stato anche in merito agli interventi per la riduzione del rischio sismico degli immobili.

Nel precedente post abbiamo analizzato quelle che sono le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate in merito all’Ecobonus 110% e i condomini. In questo nuovo approfondimento ecco le indicazioni relative agli interventi che sono volti a migliorare la resistenza degli immobili in caso di sisma. Chi affronta queste spese può ad esempio combinare il miglioramento della classe di rischio rispetto ai terremoti con l’incremento dell’efficienza energetica.

Cemento calcestruzzo ristrutturazione
Fonte: Foto di annawaldl da Pixabay

Ecobonus 110%, sismabonus e frazionamento degli immobili

In merito ai vari quesiti posti in materia di Ecobonus 110% e rischio sismico l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la risposta n° 286 del 28 agosto. Nello specifico è stata affrontata l’ipotesi che l’intero stabile appartenga sì al medesimo proprietario, ma venga frazionato in diverse unità immobiliari durante l’esecuzione dei lavori. Come specificato dall’Agenzia:

L’Istante rappresenta di essere unico proprietario di un edificio composto da 4immobili distintamente accatastati – 2 di categoria C/6 e 2 di categoria A/3 – nel qualesono rinvenibili parti comuni alle predette unità immobiliari, sul quale intende effettuare interventi di ristrutturazione edilizia.

Prima dell’inizio del procedimento amministrativo di richiesta del permesso acostruire, intende compiere un frazionamento catastale, senza opere, dei magazzinisituati nel piano seminterrato dell’edificio, funzionalmente autonomi e con accessiseparati, che genererà 2 unità immobiliari in più.

Secondo quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate in questo caso il sismabonus può essere richiesto unicamente sulle parti comuni. Nello specifico viene chiarito che si tratta delle “parti comuni alle unità abitative realizzate”, non a quelle comuni a uno o più proprietari.

Al fine di ottenere le detrazioni fiscali viene confermata la necessità di rispettare alcune condizioni. A cominciare dalla riduzione di una o due classi del rischio sismico dell’immobile. Ulteriore requisito per l’accesso al bonus è che gli edifici siano dotati di impianti di riscaldamento.

Dal punto di vista della fatturazione l’Agenzia delle Entrate sottolinea che occorrerà indicare distintamente le spese relative alla “Ristrutturazione” e quelle riconducibili ad “Ampliamento“. Ultimo requisito la certificazione da parte del Comune (o altro ente competente) della “natura conservativa degli interventi“.

Fonte: Agenzia delle Entrate

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