easyJet: prima compagnia a volare azzerando la CO2

easyJet: prima compagnia a volare azzerando la CO2

Fonte immagine: easyjet

La low-cost britannica presenta il bilancio e soprattutto la sua strategia ambientale: compensazione totale dei consumi.

EasyJet chiude un anno impegnativo con numeri importanti. La compagnia low-cost britannica ha trasportato al 30 settembre scorso 96 milioni di passeggeri, con un aumento dell’8,6%. La capacità è aumentata del 10,3% un po’ su tutti i mercati e il cosiddetto “load factor”, il fattore di riempimento degli aerei, è invece diminuito dell’1,4% al 91,5%. Tuttavia i ricavi totali sono saliti dell’8,3% a 6,3 miliardi di sterline mentre quelli totali per posto sono diminuiti dell’1,8% a 60,81 sterline a causa di una leggera contrazione della fiducia dei consumatori, compensata in maniera importante dalle iniziative di efficientamento messe in campo nel secondo semestre, e ai benefici derivanti dagli scioperi del personale di British Airways e Ryanair.

A parte i risultati finanziari, con performance in linea con le attese, l’appuntamento è stato utile per un annuncio fondamentale in ambito ambientale: il gruppo guidato da Johan Lundgren ha annunciato che diventerà la prima grande compagnia aerea nel mondo a volare a zero impatto di CO2. A partire da oggi, infatti, il vettore compenserà tutte le emissioni di anidride carbonica prodotte dal carburante, su tutti i voli del suo network e per conto di tutti i suoi passeggeri.

Questa compensazione delle emissioni si verificherà tramite schemi accreditati in base ai più elevati standard di verifica, quali Gold Standard e VCS, e contribuendo a una serie di progetti riguardanti, tra l’altro, il rimboschimento e la lotta alla deforestazione, la produzione di energia da fonti rinnovabili e programmi di supporto alle comunità locali.

La compensazione dell’anidride carbonica è tuttavia solo una misura provvisoria, insomma quanto di meglio si può fare al momento, in attesa che si vengano sviluppate tecnologie in grado di ridurre drasticamente le emissioni degli aeromobili. In questo senso la compagnia, guidata in Italia da Lorenzo Lagorio, continuerà a supportare investimenti in innovazione, tra cui lo sviluppo di aerei ibridi ed elettrici, collaborando con tutti i protagonisti del settore per promuoverne il rinnovamento e la decarbonizzazione sul lungo periodo.

Il percorso ambientale è dunque chiaro: una progressiva diminuzione della compensazione delle emissioni mano a mano che le nuove tecnologie saranno disponibili. Per raggiungere questo obiettivo, la compagnia ha siglato un Memorandum of Understanding (MoU) col colosso europeo Airbus per l’avvio di un progetto comune di ricerca su aerei ibridi ed elettrici. “Questo accordo rappresenta un importante passo in avanti per promuovere maggior consapevolezza nel settore sulle opportunità e sulle sfide operative e infrastrutturali derivanti dalla realizzazione di questi aerei” si legge in una nota. easyJet e Airbus studieranno le implicazioni e i requisiti necessari per l’introduzione su larga scala della nuova generazione di aeromobili sostenibili da impiegare nei voli di linea commerciali. Sarebbe un’autentica svolta.

Non basta. Negli ultimi due anni easyJet ha supportato Wright Electric, la start-up americana che si è posta l’obiettivo di produrre un aereo completamente elettrico per easyJet da impiegare sui voli a corto raggio. La compagnia collabora inoltre con Rolls Royce e Safran per lo sviluppo di nuove tecnologie in grado di ridurre all’origine le emissioni di anidride carbonica prodotte dai motori degli aerei. Inoltre la compagna, di base a Luton ma con hub principale Gatwick, valuterà l’utilizzo delle tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2 e l’impiego di carburanti sostenibili nel momento in cui diventeranno disponibili ed efficienti dal punto di vista commerciale.

Contro qualunquismi e generalizzazioni sul settore, a controprova che servono di più le pressioni e le richieste specifiche che i boicottaggi o generici inviti a “non volare”, easyJet metterà in campo nel breve periodo diverse soluzioni. Ad esempio introdurrà sistemi di rullaggio elettrico, l’utilizzo di unità di potenza ausiliaria (Auxiliary Power Unit–Apu, quelle che servono a mettere in moto il velivolo) elettriche e la riduzione delle emissioni derivanti dalle attività che non riguardano strettamente il volo attraverso, ad esempio, l’impiego di energie rinnovabili. Tutti impegni che, ovviamente, andranno documentati numeri alla mano.

La compagnia desidera inoltre incoraggiare sia i governi che l’industria nel suo insieme a condividere questi obiettivi, impegnandosi in particolare sul miglioramento dell’efficienza della gestione dello spazio aereo e assicurandosi che i regimi regolatori supportino le azioni volte alla riduzione delle emissioni di CO2 prodotte, incentivando chi riesce a rendere le operazioni più efficienti e supportando l’innovazione, per esempio attraverso incentivi fiscali” si legge ancora. Le nuove iniziative si aggiungono a programmi già attivi che includono la transizione verso una flotta sempre più moderna ed efficiente, i piani di volo che riducono l’inquinamento acustico e il consumo di carburante e le politiche commerciali volte a massimizzare il riempimento degli apparecchi. Nel complesso, in neanche vent’anni easyJet ha già ridotto di oltre un terzo (33,67%) le emissioni di anidride carbonica per passeggero/chilometro. Alcune tra le misure adottate riguardano ancora l’introduzione di rivestimenti, sedili e carrelli ultraleggeri, procedure di rullaggio con un solo motore acceso e la completa digitalizzazione della cabina di pilotaggio.

“Sono molto entusiasta per la nuova partnership che abbiamo firmato con Airbus – ha commentato Lundgren – lavoreremo insieme per identificare le sfide tecniche e i requisiti infrastrutturali legati all’utilizzo di un aereo ibrido o elettrico per i voli a breve raggio in Europa e ci auguriamo che questo sia un passo decisivo verso la sua effettiva realizzazione. L’aviazione dovrà reinventarsi il più velocemente possibile. Questo è il motivo per cui sosteniamo Wright Electric dal 2017 e stiamo lavorando con Airbus e Safran a nuove tecnologie”.

Nel 2013 easyJet si era posta pubblicamente l’obiettivo di limitare le emissioni di anidride carbonica emesse per passeggero/chilometro. Nel 2015 aveva poi preso l’impegno di ridurle del 10% entro il 2022, rispetto ai valori registrati nel 2016. Oltre all’impegno sulle proprie emissioni, il gruppo sta lavorando per ridurre gli sprechi a bordo e limitare l’utilizzo della plastica monouso, in tutta la filiera di approvvigionamento.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Seeds&Chips: intervista a Maria Cristina Finucci