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E-Cat: team USA studia come replicare la fusione fredda di Rossi

E-Cat: team USA studia come replicare la fusione fredda di Rossi

Un team di ricercatori statunitensi sta lavorando a un progetto open source che scopra i segreti dell'E-Cat di Andrea Rossi

Molte cose si stanno muovendo attorno al lavoro sulle LENR di Andrea Rossi e la sua Leonardo Corporation. Fra le attività vi segnaliamo oggi quella della Fusion Catalyst, gruppo di ricerca no profit statunitense che sta cercando di replicare nei propri laboratori il celebre E-Cat. Obiettivo? Capirci qualcosa sull’effettivo funzionamento della fusione fredda e magari «catalizzare» dei fondi sulle ricerche.

Bastiaan Bergman, uno dei fondatori dell’associazione, ha recentemente rilasciato un intervista a E-Cat World che giudichiamo interessante. Da un punto di vista dell’analisi delle attività della stessa Fusion Catalyst notiamo come siano impegnati soprattutto:

  • nel replicare un reattore E-Cat a partire dalle immagini viste nei video dei test organizzati da Rossi;
  • un progetto opensource per scoprire un catalizzatore delle reazioni efficace;
  • la creazione di un team preparato, con esperti in diversi settori della ricerca: dalla chimica alla fisica, passando per l’informatica.

Ma, interessante è anche vedere lo stato delle ricerche attuali, in quanto ci raccontano alcuni spunti interessanti per capirci di più sull’invenzione di Rossi. Sintetizzando possiamo dire che, Bergman sta lavorando con diversi tipi di polvere di nichel e ha provato – crediamo con scarsi successi – soltanto catalizzatori economici come la grafite.

Più successo si aspetta di trovare con agenti tipo il palladio, la cui reperibilità però richiede mezzi economici superiori alle possibilità dell’associazione.

Soprattutto, però, Bergman esclude quasi categoricamente che Andrea Rossi utilizzi radiofrequenze per controllare o catalizzare le reazioni di fusione fredda. In questo senso, nessun esperimento in questa direzione è stato realizzato dalla Fusion Catalyst.

Per concludere, il progetto sembra come detto interessante. Se portato avanti seriamente potrebbe riuscire a chiarire una volta per tutte se dentro l’E-Cat avvenga davvero la tanto agognata fusione fredda.

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