E-Cat: le novità annunciate da Rossi a Pordenone

E-Cat: le novità annunciate da Rossi a Pordenone

Resoconto di quanto detto da Rossi e partner sull'E-Cat e la fusione fredda al convegno di Pordenone svoltosi lo scorso venerdì.

In rete, dal week end, non mancano report entusiastici del convegno di Pordenone sull’E-Cat svoltosi venerdì. Andrea Rossi e i sui collaboratori hanno, in effetti, condito uno show denso di particolari e rivelazioni sui reattori a fusione fredda che starebbero per invadere il mercato.

Va chiarito subito, per chi avesse delle speranza in proposito, che nessuna prova del funzionamento dell’invenzione è stata fornita. Ma va precisato, anche, che tale dimostrazione non era attesa: il target dell’iniziativa era composto da persone già convinte dai precedenti test di Rossi o comunque che non mettevano in dubbio la sua onestà intellettuale.

Ma quali sono state le eccezionali rivelazioni di Rossi? Sintetizzando possiamo dire che l’ingegnere italiano e i suoi collaboratori hanno:

  • Confermato lo stato avanzatissimo dei lavori sull’E-Cat industriale da 1 MW termico. Non solo è tecnicamente già in vendita, ma le ultime grane da risolvere sarebbero di tipo burocratico. Rossi ha poi chiarito che stanno comunque continuamente lavorando sul progetto, per migliorarne le specifiche tecniche;
  • Confermato anche le prestazioni e la costituzione della stessa versione di E-Cat. Il MW termico viene raggiunto grazie al lavoro di 100 moduli (mini reattori) a fusione fredda: di essi 90 lavorano in parallelo e 10 svolgono un compito di “riserva”. Nel caso, infatti, che un modulo si fermasse, la presenza di tali moduli aggiuntivi garantirà una stabilità di produzione energetica. Il COP del macchinario ora disponibile è di “appena” 6. In realtà, è già possibile ottenere risultati migliori, ma per questioni di sicurezza il prodotto viene limitato;
  • Spiegato i dettagli tecnici delle attuali offerte. Comprando al giorno d’oggi un impianto E-Cat si potrebbe temere di aver acquistato un reattore che diverrà obsoleto in pochi anni, con un COP sensibilmente più basso dei modelli che verranno. In realtà, nel momento ciclico in cui verranno svolte sia la ricarica sia la manutenzione dell’impianto, i tecnici della Leonardo Corporation garantiranno anche un costante update tecnologico. In questo modo, chi acquistasse ora un E-Cat avrebbe nei propri stabilimenti sempre la versione più moderna ed efficace dello stesso;
  • Confermato che l’Hot Cat è ormai quasi pronto e che i test sono riusciti a stabilizzare la temperatura a 1000 gradi. In pratica sono gli stessi dati che vi avevamo già anticipato venerdì.

Inoltre, Rossi e i suoi collaboratori, oltre a mostrare uno dei “tubi magici” – il cuore del reattore – spiegando dettagliatamente misure e pesi delle varie versioni, hanno parlato un po’ delle teorie fisiche che starebbero dietro il funzionamento dell’E-Cat. Rossi ha confermato di avere una sua idea a riguardo, che non può essere rivelata nel dettaglio al momento. Inoltre, ha ribadito che a suo dire la fusione fredda fra nichel e idrogeno non è che un effetto secondario all’interno di un processo più complesso.

All’interno della chiacchierata più tecnica, però, è venuta fuori anche una considerazione pratica interessante. Il periodo di spegnimento di 4 ore si spiega grazie alla presenza di elementi leggermente radioattivi, provocata dalla stessa reazione innescata. L’attesa corrisponde al tempo di decadimento degli stessi.

Infine, uno dei protagonisti della conferenza è stato l’ing. Fulvio Fabiani, che avrebbe realizzato per la Leonardo Corporation il sistema elettronico per il controllo e la sicurezza dell’impianto e dei suoi vari moduli. La rete di controllo sarebbe allo stesso tempo efficace ed economica, garantendo quindi di non strozzare le potenzialità economiche dell’invenzione. Fabiani ha poi rivelato che inizialmente non credeva alla fusione fredda. Dopo aver lavorato, ancora scettico, alla suddetta rete, ha dovuto però concludere che, in qualche modo, l’E-Cat effettivamente funzioni.

Fonti: 22 passi
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