E-Cat avrà una resa elevata, Rossi assicura un COP 6

E-Cat avrà una resa elevata, Rossi assicura un COP 6

Rossi parla del rendimento del suo E-Cat e conferma che lavorerà stabilmente a COP 6. La sua fabbrica, però, è stata sfiorata dal terremoto in Emilia.

Andrea Rossi continua a rilasciare accenni sul suo E-Cat tramite il Journal of Nuclear Physics. Le ultime riguardano tre argomenti: il COP (cioè il coefficiente di performance energetica), i risultati in modalità di autosostentamento del dispositivo (cioè quando funziona autonomamente, senza bisogno che si immetta energia elettrica nel circuito) e persino il terremoto in Emilia Romagna, che ha sfiorato una delle sue fabbriche.

Riguardo al COP, si è fatto un gran parlare nelle settimane scorse del fatto che inizialmente l’E-Cat di Andrea Rossi lavorasse a COP 10 o addirittura 20, mentre adesso è sceso a COP 6. Il COP è un concetto abbastanza complicato che, in estrema sintesi e non senza forzature, potremmo descrivere come quel numero che identifica quanta energia termica esce da una pompa di calore in base a quanta energia elettrica si usa per farla funzionare. Ovviamente più è alto e più è conveniente produrre calore con quell’apparecchio, perché vuol dire che la produzione di calore è più economica.

Sul Journal un fan di Rossi ha chiesto ieri esplicitamente se l’attuale COP 6 fosse dovuto a questioni di fisica o a una scelta ingegneristica. E Rossi ha risposto:

Bella domanda. Abbiamo trovato motivi fisici a questa limitazione e abbiamo intenzione di pubblicarne le ragioni insieme alla teoria.

Quando Rossi si deciderà che è arrivato il momento di uscire allo scoperto, sottoponendo alla prova del fuoco la sua rivoluzione scientifica (o bufala del secolo, secondo i maligni) spiegherà anche i motivi del COP 6. Nel frattempo si limita a ricordare agli scettici che, fino a ora, con le macchine tradizionali se si arriva a un COP di 1,1 è già grasso che cola.

Altro argomento interessante, da un po’ di tempo poco dibattuto, che è riemerso ieri è la questione del “self sustained mode“. Cioè della possibilità, una volta avviato e fatto arrivare a temperatura corretta l’E-Cat, di farlo operare senza immettere ulteriore energia nel sistema. Un utente del Journal gli fa notare che l’autosostentamento è la vera chiave di volta, la vera rivoluzione. Rossi concorda pienamente:

Fondamentalmente concordo con lei. Circa metà del nostro tempo è speso in test in autosostentamento.

Il che, tradotto dal “Rossiano“, vuol dire che c’è ancora molto lavoro da fare e ci potrebbero essere sviluppi in futuro. Infine, sempre ieri, Rossi ha avuto anche modo di fare un accenno al terribile terremoto dell’Emilia:

A Bologna il terremoto non è stato irrilevante, sebbene sia stato molto peggio a Mirandola (in provincia di Modena). La mia fabbrica è stata colpita. Stiamo lavorando lo stesso. Nessun danno è stato segnalato dall’Università di Bologna, anche se il terremoto è stato sentito.

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