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Divorzio: sancito l’affido condiviso per gli animali domestici

Divorzio: sancito l’affido condiviso per gli animali domestici

Fonte immagine: Pixabay

Affido condiviso di cani e gatti in caso di divorzio, con ripartizione egualitaria delle spese: è quanto ha deciso il tribunale di Sciacca.

Agli ex coniugi spetta, in caso di divorzio, il diritto all’affido condiviso degli animali domestici, esattamente come accade per i figli. È quanto ha stabilito il presidente del Tribunale di Sciacca, così come riferisce il quotidiano La Stampa, nel regolare un procedimento per una coppia pronta a dividersi.

Il caso in questione ha visto protagonista una coppia che, prossima al divorzio, ha chiesto al tribunale di regolare l’affido del cane domestico, amato da entrambi i coniugi. I giudici hanno quindi optato per una soluzione di affido condiviso, garantendo la custodia del quadrupede d’affezione a entrambi, purché a settimane alterne.

Rilevato che in mancanza di accordi condivisi e sul presupposto che il sentimento per gli animali costituisce un valore meritevole di tutela, anche in relazione al benessere dell’animale stesso, assegna il gatto al resistente che dalla sommaria istruttoria appare assicurare il migliore sviluppo possibile dell’identità dell’animale, e il cane, indipendentemente dall’eventuale intestazione risultante nel microchip, a entrambe le parti, a settimane alterne, con spese veterinarie e straordinarie al 50 per cento.

Così come riferisce il quotidiano, si tratta del primo caso in Italia in cui gli animali domestici vengono considerati, almeno sul fronte della separazione, alla stregua dei figli: gli ex coniugi non solo potranno godere di un affido condiviso, ma dovranno provvedere in modo egualitario a tutte le relative spese, come ad esempio quelle veterinarie. Fondamentale, come evidente dalle motivazioni riportate poc’anzi, è l’elemento della relazione e del sentimento che si è sviluppato con l’amico a quattro zampe, un fattore da tutelare.

La notizia è stata commentata positivamente sui social network, dove in molti hanno ricordato come l’accudimento di un animale domestico sia spesso fonte di malumori a seguito di una separazione o di un divorzio, proprio poiché solitamente non amministrata da una decisione esterna.

Fonte: La Stampa

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