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Disastro petrolio nel Golfo del Messico, le stime dei danni ambientali peggiorano

Disastro petrolio nel Golfo del Messico, le stime dei danni ambientali peggiorano

I funzionari del governo americano hanno annunciato ieri nella tarda serata che il petrolio fuoriuscito dal Golfo del Messico si muove a una velocità cinque volte superiore rispetto a quella suggerita dalle stime iniziali. In una conferenza stampa l’ammiraglio della Guardia Costiera Mary E. Landry ha riportato l’analisi di uno scienziato della National Oceanic and […]

I funzionari del governo americano hanno annunciato ieri nella tarda serata che il petrolio fuoriuscito dal Golfo del Messico si muove a una velocità cinque volte superiore rispetto a quella suggerita dalle stime iniziali.

In una conferenza stampa l’ammiraglio della Guardia Costiera Mary E. Landry ha riportato l’analisi di uno scienziato della National Oceanic and Atmospheric Administration: sono cinquemila e non mille, come era stato inizialmente calcolato, i barili di petrolio al giorno che si stanno riversando nell’oceano dalla piattaforma offshore Deep Water Horizon. L’ammiraglio Landry ha spiegato che il nuovo calcolo deriva da osservazioni fatte in volo sopra la chiazza di petrolio, studiando la traiettoria della caduta e dalla scoperta di una seconda falla nell’impianto di trivellazione che sta rilasciando petrolio in mare.

La piattaforma della società svizzera Transocean era affondata il 22 aprile, due giorni dopo aver preso fuoco mentre portava a termine un pozzo per la British Petroleum.

Doug Suttles, capo delle operazioni di esplorazione e produzione per conto della BP, ha dichiarato che la seconda falla era già stata scoperta dai funzionari a bordo e ora sembra ne sia stata avvistata un’altra:

Questa terza falla non era stata considerata dalle stime iniziali di perdita di greggio, perché non credevamo che potesse influenzare così tanto la quantità di petrolio fuoriuscito verso le coste.

E ora è una corsa contro il tempo per cercare di fermare la marea nera che si avvicina alla costa della Louisiana, da cui ora dista solo 37 chilometri. Decine di navi e aerei sono stati coinvolti nell’impresa di arrestare il disastro e dopo il fallimento dei robottini sottomarini, impiegati per applicare una valvola per turare le brecce sottomarine, la Bp e la Guardia costiera hanno deciso di appiccare un rogo controllato per bruciare il greggio.

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