Dimagrire col pensiero, possibile secondo uno studio USA

Dimagrire col pensiero, possibile secondo uno studio USA

Dimagrire grazie al potere della mente sul corpo, possibile secondo uno studio condotto presso la Columbia Business School di New York.

Dimagrire grazie al proprio pensiero riguardo i cibi. La mente supererebbe il corpo ancora una volta secondo quanto affermato da uno studio condotto dalla Dr.ssa Alia Crum della Columbia Business School di New York. Stando a quanto pubblicato nel “Milkshake Study”, il cervello stimolerebbe un’accelerazione del metabolismo in caso di ingestione di alimenti ritenuti grassi o troppo energetici.

Gli effetti del pensiero sulla velocità del metabolismo si attiverebbero in relazione ai livelli di grelina, o anche “ormone della fame”, la cui variazione sarebbe relazionabile al contenuto calorico “previsto”. Lo studio della Dr.ssa Crum è stato condotto somministrando un frullato di frutta del valore nutrizionale di 380 calorie a un gruppo di volontari, con una differenza: a metà di loro è stato presentato come contenente 104 cal. mentre all’altra metà ben 620.

Prima e dopo l’assunzione sono stati verificati i livelli di grelina nel sangue e sembra che, stando ai risultati ottenuti, coloro che credevano di consumare un alimento dall’elevato contenuto calorico hanno visto i loro livelli dell’ormone della fame ridotti. Questo ha comportato non soltanto l’accelerazione del metabolismo, come citato in precedenza, ma anche la diminuzione della sensazione stessa di fame.

Credere di alimentarsi con cibi più calorici indurrebbe l’organismo a reagire di conseguenza, adattandosi al presunto maggiore apporto energetico consumando più risorse caloriche e raggiungendo più in fretta la sensazione di sazietà. Come ha spiegato la stessa Dr.ssa Crum, l’effetto indicherebbe come dalle etichette nutrizionali degli alimenti il cervello umano ricavi molto più che semplici informazioni:

Le etichette non sono soltanto etichette; portano alla mente un gruppo di credenze. Con questo studio ho voluto conoscere l’impatto che le etichette hanno “sotto pelle” e come di fatto influenzano il processamento fisiologico dell’organismo per quanto riguarda i nutrienti consumati.

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