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Dieta: taglio calorie riduce rischi cardiovascolari, diabete e demenza

Dieta: taglio calorie riduce rischi cardiovascolari, diabete e demenza

Fonte immagine: Unsplash.com

Lo suggerisce una nuova ricerca americana, che rivela come un taglio all'introito calorico giornaliero possa essere utile anche per le persone normopeso.

Trecento calorie in meno ogni giorno potrebbero aiutare a ridurre il rischio di incorrere in malattie cardiache o metaboliche, come il diabete. Lo suggerisce una nuova ricerca americana condotta dalla Duke University, che rivela anche come un taglio all’introito calorico giornaliero possa essere un toccasana anche per le persone già in normopeso.

Nel nuovo studio i ricercatori hanno messo a dieta 218 partecipanti, tagliando di un quarto l’apporto totale delle calorie giornaliere e fornendo loro soltanto 3 pasti al giorno. Nei primi sei mesi, i partecipanti hanno preso parte a sessioni di consulenza alimentare regolare. Terminato questo periodo di formazione gli studiosi hanno richiesto loro di continuare a fare del proprio meglio per mantenere costante l’apporto ridotto delle calorie.

La maggior parte delle persone non è riuscita a portare avanti una dieta così severa per due anni consecutivi. Tuttavia dai risultati è emerso che in media sono riuscite a mangiare circa il 12% di cibo in meno. Ciò ha permesso loro di perdere, sempre in media, il 10% del proprio peso (di cui ben il 71% in grasso puro).

Oltre al calo di peso al termine della dieta i ricercatori hanno riscontrato che, dopo due anni di restrizioni caloriche, i dati relativi ai biomarcatori legati alle malattie cardiache, al cancro e al declino cognitivo suggerivano notevoli riduzioni dell’infiammazione, e quindi del rischio di contrarre patologie. Inoltre si era ridotto anche il rischio di sviluppare malattie metaboliche come il diabete. Il motivo non è ancora chiaro, ma la scoperta rende più semplice la prevenzione, come ha spiegato l’autore principale dello studio William E. Kraus:

C’è qualcosa riguardo alla restrizione calorica, a qualche meccanismo che non capiamo ancora, che si traduce in questi miglioramenti. Questo dimostra che anche una modifica poco severa, come quella usata in questo studio, potrebbe ridurre il peso che il diabete e le malattie cardiovascolari hanno nel nostro Paese. Le persone possono riuscirci abbastanza facilmente, semplicemente variando i propri sgarri qua e là, o magari riducendone la quantità.

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