Dieta South Beach: cibi permessi, schema e menu

Dieta South Beach: cibi permessi, schema e menu

Fonte immagine: Pixabay

Come funziona la Dieta South Beach che promette dimagrimento e prevenzione dalle malattie: alimenti concessi e non, menu giornaliero.

Dimagrire e ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete, obesità e altre patologie invalidanti: questo è quanto promette di fare la Dieta South Beach ideata dal cardiologo Arthur Agatston. Questo regime alimentare si basa su alcune regole base specifiche, come il consumo di grassi monosaturi e polinsaturi e l’abolizione dalla tavola, invece, dei grassi saturi e idrogenati. Un altro principio cardine riguarda il controllo dell’indice glicemico dei cibi, distinguendo anche tra gruppi di carboidrati considerati positivi e altri ritenuti responsabili di causare sovrappeso e malattie.

In generale, la Dieta South Beach non prevede il conteggio delle calorie degli alimenti assunti quotidianamente. È strutturata in tre fasi distinte, rispettivamente un periodo di attacco fortemente restrittivo per quanto riguarda il consumo di carboidrati, una seconda fase di reintegro e una terza di mantenimento.

Fasi e alimenti concessi

Cereali integrali

La Dieta South Beach bandisce dalla tavola diverse tipologie di alimenti fin dalla prima fase, sostenendo che lo zucchero e tutti i cibi che lo contengono possano rivelarsi nocivi per la salute. I carboidrati ammessi, quindi, sono quelli semplici contenuti nei cereali, nella frutta e nelle verdure, mentre non sono ammessi i prodotti da forno e tutti gli alimenti che contengono zuccheri aggiunti.

In generale, la Dieta South Beach ammette il consumo di:

  • tutti i tipi di pesce;
  • carne bianca come il pollo, il tacchino, il filetto di maiale, anatra esclusa;
  • latticini come i fiocchi di latte, la ricotta, i formaggi freschi leggeri, il caprino e la mozzarella;
  • le verdure verdi in generale, soprattutto lattuga, spinaci, finocchi, broccoli;
  • legumi;
  • i cereali integrali tranne che nella prima fase di dieta;
  • la frutta fatta eccezione per la fase di attacco;
  • olio extra vergine di oliva come condimento.

Tra gli alimenti da non portare a tavola figurano la carne rossa, le patate, il riso, la pasta e il pane realizzati a base di farina raffinata, i succhi di frutta e le bevande alcoliche.

Schema e menu

Calendario settimanale

L’alimentazione tipo da seguire durante la Dieta South Beach varia a seconda della fase che si sta seguendo, arricchendosi progressivamente con nuove tipologie di alimenti inizialmente vietati. Durante la fase di attacco, ad esempio, si possono perdere anche quattro o cinque chili in due settimane evitando di consumare pane, pasta, riso, patate, frutta, dolciumi e perfino le verdure caratterizzate da un indice glicemico eccessivo. In questo modo si favorisce letteralmente l’“attacco” ai depositi di grasso. Il menu per la prima fase prevede:

  • colazione: 2 uova strapazzate, caffè o tè verde:
  • spuntino: centrifugato di verdure;
  • pranzo: insalata di verdure con tonno al naturale;
  • spuntino: sedano e ricotta;
  • cena: petto di pollo alla piastra più verdure grigliate.

Nel corso della seconda fase si possono consumare moderate porzioni di cereali integrali ricchi di fibre, così come di frutta e legumi, tuttavia si consiglia un apporto estremamente ridotto di patate e frutti troppo zuccherini. Si prosegue in questo modo fino a raggiungere il peso forma.

La terza fase, infine, rappresenta lo stile alimentare definitivo che può essere mantenuto a vita, strutturando i pasti in questo modo: verdure a volontà, tre porzioni di cereali al giorno e tre di frutta. In questo modo si dovrebbe riuscire a mantenere il peso ideale conquistato durante le prime due fasi di dieta.

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