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Dieta Mediterranea: possibile rischio ictus, la colpa è del sale

Dieta Mediterranea: possibile rischio ictus, la colpa è del sale

Fonte immagine: Pexels / Pixabay

La Dieta Mediterranea potrebbe esporre ad un più alto rischio di incorre nell'ictus, secondo gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità.

La Dieta Mediterranea potrebbe esporre maggiormente al rischio di ictus. Lo spiegano alcuni esperti, che fanno il punto sulla situazione in Italia a partire dai dati che riguardano questo evento improvviso che può essere anche fatale. Si stima che nel nostro Paese si verifichino quasi 200 mila casi all’anno e che il 20% delle persone non sopravviva, mentre 50 mila persone colpite da questa malattia sono costrette ad affrontare gravi disabilità.

Anche se i numeri sono in diminuzione, il nostro Paese rimane tra quelli più a rischio ictus, come fanno notare gli studiosi del Dipartimento malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità. Come mai proprio l’Italia è caratterizzata da questo dato allarmante? Si tratterebbe di un fattore che caratterizza la Dieta Mediterranea: il principale imputato è costituito dal forte consumo di sale, tipico di questo regime alimentare, che incide sullo sviluppo dell’ipertensione, sulle malattie dei reni, sulle patologie cardiovascolari e sullo sviluppo dell’osteoporosi.

La Dieta Mediterranea, da sempre indicata come un’alimentazione sana ed equilibrata, potrebbe presentare allora un fattore di rischio. Gli esperti sottolineano che l’ictus può essere prevenuto. Esistono delle terapie che permettono una buona qualità di vita a coloro che hanno già affrontato un rischio cardiovascolare o che soffrono di episodi di fibrillazione atriale.

Per ottenere questo effetto le cure devono essere accompagnate da uno stile di vita sano, che include anche la pratica di una regolare attività fisica, sia d’estate che d’inverno. Gli esperti consigliano di muoversi quotidianamente, anche camminare, andare in bicicletta, salire le scale, per almeno 150 minuti a settimana.

L’alimentazione deve essere varia e bilanciata, includendo il consumo di frutta e verdura, di legumi, di cereali integrali e di pesce. Dovrebbe essere ridotto il consumo di carne, in modo da avere una diminuzione dei grassi animali e del colesterolo. In particolare bisognerebbe limitare l’assunzione di burro, panna, formaggi e uova e le bevande alcoliche (consigliato non più di un bicchiere di vino al giorno). È importante fare attenzione al consumo di sale, considerando anche quello incluso negli alimenti preconfezionati. Fondamentale si rivela smettere di fumare.

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