Dieta ipocalorica fa invecchiare più lentamente

Dieta ipocalorica fa invecchiare più lentamente

Dieta povera di calorie aiuta a ritardare gli effetti del tempo, a sostenerlo uno studio statunitense del New York University's Langone Medical Centre.

Dieta povera di calorie e senza carboidrati per invecchiare più lentamente. Questa l’indicazione che arriva dagli Stati Uniti, più precisamente dal New York University’s Langone Medical Centre. Ridurre il monte calorico assunto modificherebbe la risposta di circa 900 geni, presenti nell’organismo umano, legati all’invecchiamento.

Una dieta ipocalorica che non fa ricorso ai carboidrati come segreto per resistere all’invecchiamento, come ha spiegato il Dr. Stephen Ginsberg, neuroscienziato presso il New York University’s Langone Medical Centre:

Il nostro studio mostra come le restrizioni caloriche arrestino in sostanza i livelli di espressione dei geni coinvolti nel fenotipo dell’invecchiamento, come alcuni geni determinino il comportamento di topi, uomini e altri mammiferi quando invecchiano.

Lo stesso Dr. Ginsberg avverte però che una dieta povera di calorie non è però necessariamente il segreto universale per rimanere giovani, quanto più uno strumento per ritardare gli effetti del tempo:

Aggiunge però ulteriori prove riguardo al ruolo che la dieta svolge nel ritardare i disturbi dell’invecchiamento legati all’età.

Lo studio è stato condotto su alcuni roditori, parte dei quali è stata nutrita durante la ricerca con cibo ipocalorico, salvo poi valutarne la risposta in base all’analisi dei tessuti della regione dell’ippocampo. L’intervenire su un ampio numero di geni che influenza una zona così strettamente connessa con malattie legate all’invecchiamento come l’Alzheimer non rappresenterebbe però, secondo il Dr. Eric Karran, direttore del settore ricerca presso l’Alzheimer’s Research UK:

Questo studio suggerisce che una dieta povera di calorie possa influenzare un ampio gruppo di geni nel cervello delle femmine di roditore associate con l’invecchiamento, ma non è chiaro se questi cambiamenti si traducano in benefici per l’apprendimento e la memoria nei topi.

Ulteriori studi specifici sull’uomo saranno necessari per determinare quale impatto la restrizione di calorie possa avere sulla salute a lungo termine e sul divario mnemonico accumulato con l’età.

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