Dieta Flexi-vegana: amica della Terra e della salute

Dieta Flexi-vegana: amica della Terra e della salute

Scegliere una dieta Flexi-vegana può salvare il Pianeta aiutando la salute, a sostenerlo uno studio USA.

Tagliare i consumi di carne e formaggi può aiutare a proteggere la Terra e la salute. Secondo uno studio statunitense una dieta Flexi-vegana potrebbe offrire benefici sia in termini di ridotto impatto ambientale, che di miglioramenti in relazione al benessere dell’uomo.

Secondo gli esperti statunitensi non sarebbe necessario eliminare del tutto la carne e i latticini della propria dieta, ma semplicemente ridurne in maniera evidente il consumo. Lo studio ha preso in considerazione l’alimentazione, e il relativo impatto ambientale, di circa 16 mila americani. Come spiegato dal professor Diego Rose, docente della Tulane University:

Le diete delle persone hanno un minore impatto ambientale, inteso come impronta di carbonio, quando consumano minori quantità di carne rossa e formaggi – che al contrario contribuiscono a una maggiore emissione di CO2 e a un più alto apporto di grassi saturi – e consumano più cibi salutari come pollame, cereali integrali e proteine vegetali.

Possiamo avere entrambi. Possiamo avere diete più salutari e ridurre le nostre emissioni legate al cibo. Non è richiesta l’eliminazione totale degli alimenti. Per esempio, se riduciamo l’ammontare di carne rossa nelle nostre diete e la rimpiazziamo con altri cibi proteici come pollo, uova o fagioli possiamo ridurre la nostra impronta di carbonio e migliorare la nostra salute allo stesso tempo.

Lo studio è stato condotto strutturando i dati sulle emissioni di CO2 generate dalla produzione degli alimenti in relazione al consumo calcolato in un periodo di 24 ore. Le diete sono state suddivise in 5 gruppi, a seconda delle emissioni prodotte ogni 1000 calorie, e a loro volta confrontate con i valori di riferimento secondo lo US Healthy Eating Index.

In base a quanto pubblicato sulla rivista scientifica “American Journal of Clinical Nutrition” gli alimenti a maggior impatto ambientale sarebbero manzo, vitello, maiale e grassi saturi. Le diete risultate a minore impatto sarebbero tuttavia a rischio carenze per quanto riguarda ferro, calcio e vitamina D.

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