Dieta del digiuno migliora la memoria secondo studio USA

Dieta del digiuno migliora la memoria secondo studio USA

La dieta del digiuno sarebbe in grado di migliorare la memoria e le capacità cognitive, secondo uno studio condotto negli Stati Uniti.

La dieta del digiuno potrebbe avere effetti benefici nei confronti del cervello, migliorando la memoria e le capacità di apprendimento. Lo sostiene uno studio effettuato dai ricercatori del National Institute on Aging.

Attraverso una ricerca condotta sui roditori gli scienziati hanno visto che il digiuno intermittente alla base di alcune diete diffuse di recente sarebbe capace di fornire al cervello una maggiore quantità di energia. È stato osservato che quando venivano alimentati a giorni alterni, nei topi aumentava il numero di neuroni e quello delle connessioni sinaptiche, con un miglioramento nelle funzioni cognitive.

Nel corso del digiuno intermittente è il corpo a modificare alcune abitudini, cambiando la fonte di energia dal glucosio alle cellule adipose, che stimolerebbero l’attività del cervello e la crescita dei neuroni, secondo lo studio statunitense.

Il principio è molto semplice e riguarda lo stato di fame nel quale ricade l’organismo, che viene spinto a utilizzare le cellule di grasso, piuttosto che il glucosio, per la produzione di energia. Le riserve di grasso vengono trasformate in dei composti detti chetoni. Questi ultimi avrebbero un’azione importante sulle cellule nervose per stimolare la produzione di una proteina che fa crescere i neuroni.

Tutto questo va a favore dell’ottimizzazione delle capacità cognitive, dell’apprendimento e della memoria. In particolare nei topi è stato osservato che questi miglioramenti hanno avuto una durata di una o due settimane.

Gli esperti spiegano che non si avrebbe lo stesso effetto mangiando semplicemente di meno. Il dottor Mark Mattson, capo del laboratorio di neuroscienze al National Institute on Aging, ha spiegato:

Le persone che mangiano tre pasti al giorno e che hanno un apporto calorico relativamente basso riempiono le loro riserve di energia epatica. Quindi possono trascorrere 6 ore tra un pasto e l’altro, ma questo non basta per attivare i chetoni.

È stato visto che i topi avevano una migliore attività cerebrale nelle aree relative all’apprendimento e alla memoria proprio nel periodo del digiuno. È anche una questione di evoluzione. Si può supporre che gli individui con un cervello non correttamente funzionante durante il digiuno non sopravvivevano. Quindi gli esperti pensano che ci siamo evoluti in modo che il cervello funzioni bene quando non siamo in grado di mangiare per un periodo di tempo più lungo.

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