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Diavolo della tasmania: verso, caratteristiche e habitat

Diavolo della tasmania: verso, caratteristiche e habitat

Fonte immagine: Pixabay

Il diavolo della Tasmania è uno dei pochi carnivori della famiglia dei marsupiali: dal formato ridotto e tozzo, preferisce vivere di notte e nell'oscurità.

Noto ai più come diavolo della Tasmania, questo piccolo animaletto è anche conosciuto come diavolo orsino o Sarcophilus harrisii, mentre tra gli aborigeni locali è chiamato tarrabah, poirinnah e par-loo-mer-rer. Parte integrante del gruppo dei marsupiali, la sua è una vita piena di leggende, aneddoti e curiosità, a partire dal carattere, dalle scelte alimentari fino al rapporto con l’uomo. Simbolo della Tasmania, è una vera fonte di guadagno per la zona grazie al vasto turismo che riesce ad attirare, trovando posto sia nella cultura locale che in televisione.

Caratteristiche

Dal formato molto piccolo, il maschio può raggiungere gli 80 cm di lunghezza compresa la coda, rispetto ai 60 centimetri della femmina. Fisicamente contenuto e un po’ tozzo, presenta una pelliccia scura e nera con una macchia a mezzaluna posta sul petto, con zampe anteriori più lunghe e unghie molto forti. Il muso è caratterizzato da una bocca particolare che si piega in uno strano sorriso, una smorfia che gli fa assumere un’espressione curiosa ma buffa. La testa è inoltre molto sviluppata, con orecchie mini e glabre. Nonostante le dicerie che lo circondando, è un marsupiale molto riservato difficilmente aggressivo, se non per necessità, che preferisce la vita notturna e per questo è difficile incontrarlo durante il giorno. Nonostante la sua riservatezza è in grado di difendersi e di proteggere il territorio, o meglio le tane, dove si ripara e che cambia con frequenza. L’olfatto è molto sviluppato e la ricerca del cibo è agevolata dalla presenza delle vibrisse, ma è l’udito il senso più presente che impiega per intercettare prede o nemici.

Habitat e alimentazione

Diavolo della Tasmania

Come anticipato, è tipico della Tasmania, tanto da diventare il simbolo stesso della nazione, ma qualche esemplare è presente in Australia e su Robbins Island. Preferisce le zone boschive e quelle più aride, dove è sempre in movimento e alla ricerca di tane che condivide con qualcuno dei propri simili, ma non disdegna le aree verdi urbane e le autostrade, alla ricerca di cibo e di animali investiti. Piuttosto adattabile, preferisce sostare in tane create naturalmente nelle cavità dei tronchi, tra le spaccature delle rocce, nelle caverne, oppure che scava personalmente ma sempre nei pressi di corsi d’acqua e all’interno di una folta vegetazione, così da schermare la sua presenza.

La tana viene cambiata spesso in caso di pericolo ed è resa confortevole dalla presenza di fogliame ed erba, ma anche di stoffe e cuscini che ruba da case e giardini. È uno dei pochi marsupiali carnivori, ma predilige animali già morti, spesso quelli deceduti o malati, adattandosi alla disponibilità del territorio e intervallando con bacche e frutta. Nelle aree urbane si spinge fino a rovistare nella spazzatura oppure attaccando gli animali domestici, grazie anche al possente morso, in grado di triturare carne e ossa.

Comportamento

Piuttosto adattabile, vive nascosto senza sprecare energie nella ricerca del cibo, preferisce gli esemplari morti, malati o in decomposizione. Dal passo lento e dinoccolato, è un buon nuotatore, ma vive prevalentemente di notte e poco con i propri simili, anche se le femmine stabiliscono un collegamento sociale. Non riuscendo a disperdere il calore preferisce sfruttare le temperature miti delle ore più buie. Le femmine possono partorire anche 20 o 30 cuccioli per volta che appaiono minuscoli e glabri, che verranno accuditi nel marsupio dopo aver risalito il ventre materno. Le quattro mammelle presenti permetteranno la sopravvivenza dei più forti, che usciranno dalla sacca protetta solo dopo circa 100 giorni.

Verso e curiosità

Diavolo della Tasmania

A differenza degli altri marsupiali, il diavolo della Tasmania prende il nome dal tipico verso che riesce ad emettere durante le ore notturne e che, ai primi coloni, risultò simile a delle grida diaboliche. Per questo motivo è stato ribattezzato diavolo della Tasmania oltre che cucciolo di Belzebù, un’immagine iconica rafforzata dalla scelta di nutrirsi di cadaveri e mostrare spesso i denti. Nonostante ciò non è aggressivo con l’uomo, che osserva incuriosito, ma è spesso vittima della sua ingerenza urbana, tanto da finire nella lista delle specie protette.

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