Diarrea del viaggiatore: cos’è, prevenzione, rimedi

Diarrea del viaggiatore: cos’è, prevenzione, rimedi

La diarrea del viaggiatore è una sindrome caratterizzata da diarrea di variabile intensità che colpisce le persone in viaggio in luoghi particolari.

Capita a tutti: decidere di partire per un viaggio in un posto lontano e poi ritrovarsi lontanissimi da casa, con un problema di…diarrea! Si tratta della diarrea del viaggiatore: una sindrome caratterizzata da diarrea di variabile intensità che colpisce le persone in viaggio attraverso Paesi in cui le condizioni sanitarie sono difficili, in cui capita di assumere acqua o alimenti contaminati. Chi non ricorda Massimo Boldi in un famosissimo cinepanettone  dove in Egitto si trova a ripararsi in una Piramide per trovare sollievo? È un evento molto comune: circa il 20-50% dei viaggiatori verso Paesi tropicali manifesta un episodio diarroico nel corso del soggiorno.

Diarrea del viaggiatore: prevenzione e rimedi

viaggiare:rimedi contro la diarrea

 

Questo tipo di diarrea può colpire chiunque ma niente paura: in genere i sintomi regrediscono in due o tre giorni e la guarigione avviene entro cinque giorni. In alcuni casi, tuttavia, il disturbo può protrarsi fino a 7-10 giorni e questo può essere un problema per chi si trova all’estero ma in caso di apparizione dei primi sintomi, il consiglio è di recarsi subito da una guardia medica. Le cause di questo genere di male sono essenzialmente tre:

  1. Batteri: Escherichia coli (ETEC); altri E. coli (enteroinvasivi, enteroadesivi); Shigella; Salmonella; Campylobacter; Vibrio parahaemolyticus; Aeromonas; Plesiomonas;
  2. Protozoi: Giardia lamblia; Cryptosporidium parvum; Cyclospora cayetanensis; Entamoeba histolytica;
  3. Virus: Rotavirus; Calicivirus; Enterovirus.

Esistono però delle accortezze da considerare per cercare di prevenire la diarrea del viaggiatore. Ecco alcuni trucchi per cercare di tenersi il più possibile al sicuro:

  • Mangiare solo cibi ben cotti; evitare frutta e verdura crude, carni crude o poco cotte e latticini.
  • Bere solo acqua e bibite servite in bottiglie confezionate;
  • Usare l’acqua in bottiglia anche per lavarsi i denti.

Bisogna, inoltre, tenere presente che le zone a maggior rischio sono il Sud-Est asiatico, l’India, il Bangladesh ed alcuni paesi dell’Africa e dell’America Centrale, in particolare il Messico; la sindrome è particolarmente frequente anche in Nord Africa e nell’area medioorientale. Si calcola che ogni anno siano colpite circa 6 milioni di persone, di cui il 30% costrette a letto. Nella maggior parte dei casi ne sono responsabili i ceppi di un batterio chiamato Escherichia Coli e conosciuti come ceppi ETEC (Enterotoxigenic E.Coli), che producono una enterotossina, cioè una molecola tossica per l’apparato digerente. C’è grande panico intorno a questo genere di disturbi ma l’importante è mantenere la calma ed avviare subito una cura per iniziare quanto prima il processo di guarigione e godersi il resto del viaggio nella piena tranquillità.

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