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Diabete di tipo 2: mangiare carboidrati aiuta a sconfiggerlo

Diabete di tipo 2: mangiare carboidrati aiuta a sconfiggerlo

Fonte immagine: Unsplash.com

Per tenere a bada il diabete di tipo 2 una dieta che li comprenda può aiutare a sconfiggerlo sul lungo termine.

Non è necessario rinunciare ai carboidrati per tenere a bada il diabete di tipo 2. Anzi, una dieta che li comprenda può aiutare a sconfiggerlo nel lungo termine. È la conclusione cui sono arrivati dopo anni di studi i ricercatori britannici.

Moltissime diete “low carb” – dalla Atkins alla Dukan, alla South Beach, perfino alla chetogenica – sono molto popolari perché tagliano drasticamente i carboidrati giornalieri (le dosi oscillano tra i 30 grammi per le più restrittive fino ai 130 grammi per le meno ferree), facendo perdere molti i chili in pochissimo tempo.

Tra i consigli che offrono c’è anche quello di essere utili a sconfiggere il diabete, proprio per la rinuncia ai carboidrati a favore di alimenti più salutari. Ecco che la pasta viene sostituita con noodles di zucchine, il riso con il suo omologo di cavolfiore, il pane con le foglie di lattuga.

Secondo gli studiosi tutto questo non è però necessario. Per sconfiggere la patologia, affermano, è necessario soltanto perdere peso e dimagrire. Non importa da quali nutrienti vengano le calorie: finché si segue una dieta a basso contenuto calorico, si perderà peso e si fermerà la malattia.

La prova che la perdita di peso può invertire il diabete di tipo 2 deriva da un lungo studio condotto dal professor Micheal Lean, docente di nutrizione umana all’Università di Glasgow, e dalla sua collega, la professoressa Roy Taylor. Gli scienziati hanno scoperto che una dieta da oltre 800 calorie al giorno, seguita da 12 a 20 settimane, può portare a una rapida perdita di peso e mettere la malattia in remissione. La perdita di peso da sola, avvertono, non è sufficiente per sbarazzarsi del diabete di tipo 2. La parte cruciale è il mantenimento del dimagrimento a lungo termine.

Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno sottoposto i volontari a una sperimentazione divisa in due fasi. La prima fase prevedeva una dieta molto ipocalorica, in cui venivano contate le calorie. La seconda invece un regime senza conteggio delle calorie e con un terzo di carboidrati: sì quindi a cereali integrali, frutta, verdura e legumi. Dopo due anni un terzo dei volontari era rimasto in salute ed era ancora in remissione dal diabete. Da allora gli studi hanno trovato che un approccio simile funziona per il pre-diabete. Queste due patologie, spiegano i ricercatori, sono prevalentemente legate all’aumento di peso:

Le prove scientifiche sono ampie, coerenti e molto chiare. La causa del diabete di tipo 2, nelle persone predisposte, è l’aumento di peso e in particolare l’aumento della dimensione della vita, che indica l’accumulo di grasso negli organi vitali, e in particolare i grassi nel fegato. La dieta specifica ha poca influenza. È importante l’aumento di peso, e non è necessario essere molto sovrappeso o obesi per essere colpiti.

Il modo in cui la dieta riesce a invertirne il corso, chiariscono ancora, è altrettanto semplice:

Succede se c’è una perdita di peso da 10 kg a 15 kg, qualunque sia il punto di partenza. Ciò porta alla perdita del grasso in eccesso nel fegato. La composizione della dieta non è importante finché c’è perdita di peso.

L’idea che le diete a bassissimo contenuto di carboidrati siano buone per chi ha il diabete di tipo 2 o è in pre-diabete deriva dalla teoria che i carboidrati aumentino la quantità di insulina prodotta dall’organismo. Ciò aumenterebbe l’appetito e ridurrebbe la naturale capacità del corpo di bruciare i grassi. Mangiare meno carboidrati dovrebbe allora farci perdere peso. Il problema, dicono ancora gli esperti, è che questa teoria non è stata mai dimostrata.

Ciò che consigliano è invece di apportare meno modifiche possibili – in termini di macronutrienti – alla propria dieta, che deve seguire i gusti personali:

Se mantenere alcuni carboidrati nella tua dieta significa che cambierai meno drasticamente, allora è più probabile che tu continui con il piano a lungo termine. Quindi fai tutto quello che funziona per te, che si tratti di carboidrati, carboidrati bassi o grassi.

Anche i dolci non sono completamente banditi. Contrariamente a ciò che si crede, gli studi hanno dimostrato che le persone con diabete di tipo 2 sono effettivamente in grado di tollerare lo zucchero come parte della dieta. L’importante è quindi che rientrino nelle calorie giornaliere consentite.

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