Dermatite nei bambini, colpa dello smog secondo i pediatri

Dermatite nei bambini, colpa dello smog secondo i pediatri

Smog tra i principali responsabili dell'aumento dei casi di dermatiti tra i bambini. A sostenerlo i dottori della Federazione italiana medici pediatri.

Lo smog è uno dei principali responsabili della dermatite nei bambini. Lo afferma la FIMP (Federazione italiana medici pediatri), che punta il dito contro una delle principali forme dell’inquinamento atmosferico per evidenziare il notevole aumento negli ultimi anni di fenomeni come la dermatite atopica. Patologie a sempre maggiore diffusione, tanto che negli ultimi trent’anni sono addirittura raddoppiati i casi nel mondo fra i piccoli al di sotto dei 5 anni. Se tenuto conto soltanto dei Paesi più industrializzati si parla di un numero persino triplicato.

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Un fattore che rende la dermatite atopica meritevole di particolari attenzioni è legato alla sua stessa natura, di carattere genetico e quindi ereditario. Una tipologia di trasmissione che espone i potenziali malati in misura maggiore ad agenti scatenanti o aggravanti come lo smog e l’inquinamento atmosferico. Proprio quest’ultimo influirebbe, secondo dati OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), fino al 43% per le malattie da cui sono affetti neonati e bambini al di sotto dei 5 anni d’età.

Preoccupazione per il notevole aumento dei casi di dermatite fra i più piccoli è espressa da Giuseppe Ruggiero, referente nazionale della Rete Dermatologica della FIMP, che conferma anche la preponderanza di trattamenti pediatrici che riguardano la forma “atopica”:

Sono moltissimi i bambini affetti da malattie della pelle di cui non è possibile dare una stima esatta. Ciò che invece è possibile affermare è che queste patologie sono in costante aumento, tanto che oggi il 20-30% delle visite che ogni pediatra esegue nel proprio ambulatorio riguarda anche problemi dermatologici, con una maggior prevalenza di dermatite atopica.

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Importante è riconoscere i casi di dermatite atopica quando si presentano, oltre a non sottovalutare le percentuali di rischio date da possibili precedenti in uno o entrambi i genitori. Questi ultimi dovranno innanzitutto tenere conto del fatto che con un genitore che ha presentato episodi di dermatite il bambino avrà il 60% di rischio di esserne affetto, mentre se queste esperienze pregresse hanno riguardato entrambi allora la percentuale sale all’80%. Scende al contrario in maniera notevole la possibilità che si presenti su neonati di coppie in cui nessuno dei due ha mostrato una simile sintomatologia (20%).

La dermatite atopica può presentarsi in vari punti del corpo sotto la forma di secchezza della pelle, eczemi, prurito, perdita di compattezza, brufoli e punti neri. Le zone maggiormente esposte sono il viso, le mani e le ginocchia. I pediatri consigliano in particolare creme emollienti per trattare la pelle secca o rimedi antinfiammatori.

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L’alimentazione può rappresentare un ulteriore aiuto nella riduzione della sintomatologia. Importante quindi assicurare ai bambini una dieta sana ricca di frutta e verdura, grassi di origine vegetale e un buon apporto di fibre. Assicurarsi inoltre che assumano un sufficiente quantitativo d’acqua mentre andranno al contrario evitati i cibi troppo grassi e ridotte al minimo le bevande contenenti zuccheri aggiunti.

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