Depressione: la privazione del sonno potrebbe curarla

Depressione: la privazione del sonno potrebbe curarla

Fonte immagine: 422694 / Pixabay

La cura temporanea della depressione potrebbe trovare nuove speranze nella privazione del sonno, che agisce sulla neuroplasticità del cervello.

Una cura temporanea per la depressione potrebbe essere rappresentata dalla privazione del sonno. Una nuova ricerca mostra che proprio la mancanza del sonno potrebbe essere un antidepressivo efficace per circa metà dei pazienti depressi.

È la conclusione a cui sono arrivati gli esperti della Università of Pennsilvania School of Medicine, che hanno sottolineato come i cambiamenti nel ciclo sonno-veglia agiscano come una sorta di reset dell’orologio circadiano interno degli individui. Questa efficacia curativa, seppur temporanea, sarebbe indipendente da altri fattori, come il tipo di depressione, il tipo di privazione del sonno e l’assunzione o meno di un farmaco contro i disturbi dell’umore.

Gli scienziati non sono riusciti a capire come esattamente avvenga questa correlazione. Il fenomeno è già conosciuto da tempo. A partire dal 1990 sono stati effettuati più di 75 studi sull’argomento. Tutte le ricerche hanno mostrato gli stessi risultati, anche se non è noto quali siano le caratteristiche che influiscono sulla buona riuscita di questa sorta di “terapia”.

È noto che il sonno insufficiente può contribuire all’insorgenza di problemi di salute mentale e fisica, inclusa la depressione. Per questo la risposta individuata nei pazienti appare piuttosto paradossale. Tutto sarebbe spiegabile considerando la neuroplasticità del cervello, con la sua capacità di formare e modificare le sue connessioni neurali.

Questo elemento sarebbe fondamentale per la capacità della mente di ricondizionarsi e quindi sarebbe un modo infallibile per superare anche momenti depressivi. Gli scienziati chiariscono che la privazione del sonno dovrebbe essere attuata secondo un programma elaborato da un professionista.

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