Delfini contaminati da pesticidi nella Manica

Delfini contaminati da pesticidi nella Manica

Fonte immagine: Wild & Free via iStock

I delfini che abitano il canale della Manica sono sempre più contaminati da pesticidi e altre sostanze chimiche: è quanto rivela un nuovo studio.

I delfini che nuotano nel canale della Manica sono sempre più contaminati da pesticidi, alcuni dei quali vietati già da parecchi anni. È quanto dimostra uno studio condotto dall’Università di Liegi e pubblicato su Scientific Reports: questi mammiferi marini incorporano nel loro organismo sostanze altamente tossiche, che potrebbero influenzare in modo negativo la loro salute e la loro sopravvivenza.

Lo studio è stato condotto sulla nutrita popolazione di tursiopi “bottlenose” – ovvero con naso a bottiglia – che abitano il canale della Manica. Si tratta di una delle ultime grandi popolazioni di questa specie e, per questo, è necessario mettere in atto tutte le misure necessarie per proteggere la loro sopravvivenza. Prelevando dei campioni di tessuto da 80 esemplari che nuotano in queste acque, i ricercatori hanno rilevato un’alta concentrazione di mercurio e bifenili policlorurati (PCB), elementi chimici concentrati soprattutto sulla pelle e sul grasso dei delfini. Ancora, si contano decine di altre sostanze di scarto chimiche, sia provenienti dagli scarichi industriali che da pesticidi usati per i campi.

Così come specifica Il Sole 24 Ore, la presenza di questi elementi – in particolare le elevate dosi di PCB – possono influire sull’apparato endocrino di questi animali, impedendo un corretto sviluppo della prole e causando problematiche a livello immunitario. Krishna Das, alla base dello studio, ha così commentato i risultati:

Elevate concentrazioni di PCB possono alterare la riproduzione dei mammiferi marini, portando a una diminuzione del numero di nuovi nati e influenzando il rinnovamento della popolazione.

Così come già accennato, sono state trovate anche delle sostanze chimiche ormai da decenni vietate, a dimostrazione come gli elementi inquinanti persistano disciolti in acqua per moltissimo tempo. È quindi necessario ripensare ai consumi e all’agricoltura, affinché elementi potenzialmente dannosi non raggiungano i mari minacciandone la fauna.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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