Deforestazione, allarme in Amazzonia: +29% nel 2013

Deforestazione, allarme in Amazzonia: +29% nel 2013

Il 2013 è stato un anno devastante per le foreste amazzoniche, con i tassi di deforestazione in vertiginosa crescita.

Per il polmone verde del Pianeta, l’Amazzonia, il 2013 è stato un annus horribilis. I tassi di deforestazione, infatti, sono cresciuti a ritmi vertiginosi, facendo segnare un +29%. A diffondere queste cifre allarmanti è stato lo stesso Governo brasiliano, preoccupato dalla perdita di una risorsa così preziosa per l’economia locale. Più alto è il tasso di deforestazione annuale, minore sarà infatti la capacità delle foreste di rigenerarsi.

Ma il sovrasfruttamento della foresta amazzonica è un problema globale. Tagliare indiscriminatamente i suoi alberi equivale ad accelerare il riscaldamento globale, con le pesanti conseguenze che tutti ormai abbiamo imparato a conoscere. Non tutti sanno, però, che la deforestazione causa il rilascio di una quantità maggiore di emissioni di gas serra rispetto all’intero settore dei trasporti. Nello specifico, distruggere le foreste provoca l’immissione in atmosfera del 15% delle emissioni totali generate dalle attività umane.

Lo scorso anno, secondo i dati raccolti grazie alle immagini satellitari, in Amazzonia sono stati distrutti ben 5.891 km quadrati di foresta, un’area grande la metà di Puerto Rico. Nel 2009 i satelliti avevano immortalato un’inversione di tendenza che aveva fatto ben sperare gli ambientalisti, ma gli ultimi dati ufficiali dimostrano che i progressi compiuti negli anni scorsi per arrestare il fenomeno sono stati nuovamente vanificati dalla deforestazione record del 2013.

A causare la distruzione delle aree forestali è l’espansione dell’agricoltura. In particolare negli stati di Para e Mato Grosso, dove è in corso un’espansione agricola senza precedenti. Ogni stato ha perso oltre 1.000 km quadrati di foreste in soli dodici mesi. Tra gli altri fattori che stanno accelerando la deforestazione amazzonica figurano il disboscamento illegale, la costruzione di nuove strade pubbliche e la realizzazione di centrali energetiche che necessitano di ampio spazio. Dall’inizio delle rilevazioni, il 2013 è stato il secondo anno peggiore per la foresta amazzonica. Nel 2004 i km quadrati persi furono infatti ben 30 mila.

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