E-Cat greco di Defkalion: test riuscito, ma rimangono dubbi

E-Cat greco di Defkalion: test riuscito, ma rimangono dubbi

La Defkalion ha trasmesso anche il secondo test sul suo reattore a fusione fredda: l'E-Cat greco convince molti analisti.

Dopo lo streaming introduttivo del 22 luglio, la Defkalion ha replicato il giorno dopo con una trasmissione decisamente più dettagliata. Trasmessa sempre dalla Web TV Triwu, ha permesso a tutti di osservare un test abbastanza accurato del reattore a fusione fredda Hyperion (versione R5, ovvero il quinto prototipo).

L’E-Cat greco è stato testato avviando parallelamente due esemplari: uno carico di idrogeno e uno di un altro gas, non adatto alla reazione in questione, che ha svolto una funzione di controllo.

Novità particolari non ce ne sono state. Di fatto, l’Hyperion non è che una copia dell’E-Cat di Andrea Rossi (Daniele Passerini scherza definendo il reattore un C-Cat, ovvero un copycat), con un meccanismo di innesco della reazione diverso e più avanzato di quello usato da Andrea Rossi nei vecchi test pubblici. Certo, va detto che l’ingegnere/filosofo italiano non fa test pubblici da un bel po’, dunque non sappiamo quale sia il livello tecnologico raggiunto nel frattempo.

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Sempre Passerini sul suo blog commenta:

A questo punto tali “scettici a tutti i costi” possono solo affermare per Defkalion lo stesso teorema (sempre più irrazionale e smentito dalle evidenze) che hanno applicato a Rossi: gli osservatori ai test vengano sistematicamente ingannati da qualche trucco… e per di più ogni volta si tratterebbe di un trucco diverso.

Ma, lasciando i complotti ai complottisti, la verità è che se il G-Cat [la G sta per “greco”] funziona sicuramente funziona anche l’E-Cat del cui know-how (Rossi-Focardi) è figlio e replica.

Viceversa, se il G-Cat non funzionasse ciò non potrebbe dimostrare che l’E-Cat non funziona.

L’ipotesi più semplice e realistica è che funzionino entrambi.

Come sempre Passerini mette nei suoi commenti tanta passione. Ci sentiamo, comunque di dissentire con il suo entusiasmo, invitando tutti a mantenere un atteggiamento distaccato e, se ci è concesso usare l’espressione, “agnostico”. Al contrario di Rossi, la Defkalion ha chiarito che il test effettuato è una dimostrazione, nel senso di un mostrare come dovrebbe funzionare l’Hyperion, non una prova del suo funzionamento. È evidente che solo un test svolto da un gruppo indipendente in locali che non siano di proprietà di diretti interessati può essere considerato un test probante attendibile.

Che un’operazione del genere non sia possibile per un problema di segreti industriali è possibile, forse probabile: ma non toglie il fatto che in questa maniera non sia proprio il caso di parlare di una macchina che funzioni. I dubbi ci sono e vanno coltivati.

Questo, ovviamente, non vuol dire che sposiamo un punto di vista aprioristicamente scettico. Sul fatto che se funzioni un reattore, allora funziona anche l’altro, va poi fatta un’ultima precisazione. Ciò che rende delicata la situazione non è solo una questione di scoperta scientifica, ma il problema di affermare di avere per le mani un prodotto commercialmente pronto. Rossi e la Defkalion non stanno dichiarando di avere la prova che le LENR esistono e sono riproducibili, ma di poter sconvolgere il mercato energetico nel breve-medio periodo. Ora, anche chi è convinto che la fusione fredda non sia una bufala può nutrire dei dubbi rispetto a tali affermazioni.

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