DEF: Green Act entro giugno grazie a nuova fiscalità ambientale

DEF: Green Act entro giugno grazie a nuova fiscalità ambientale

Fonte immagine: Agenziami

Il Programma Nazionale di Riforme del DEF anticipa i contenuti del Green Act, pronto entro giugno 2015: dalle rinnovabili all'efficienza energetica.

L’Italia ha bisogno di un’economia circolare per rilanciare i consumi e creare nuova occupazione senza aggravare l’impatto sull’ambiente. A ribadire quanto sostenuto più volte dagli ambientalisti negli ultimi anni è anche il Programma Nazionale di Riforma (PNR) contenuto nel DEF, il Documento di Economia e Finanza 2015 allo studio del Governo Renzi.

Nel documento si sostiene la necessità di avviare un nuovo corso in Italia in cui la fiscalità ambientale rivesta un ruolo determinante:

È opportuno un rafforzamento del ruolo della fiscalità ambientale per liberare risorse pubbliche per sostenere la ricerca e gli investimenti per un’economia verde e per un più efficiente uso delle risorse energetiche e naturali.

Per conseguire questo obiettivo si sfrutterà la legge delega sul fisco contenuta nell’art.15. Nel 2015 e nel 2016 si attueranno tutte le misure necessarie ad avviare una riforma fiscale ecologica. Il Green Act dovrebbe vedere la luce già nei prossimi mesi. Il provvedimento potrebbe essere pronto entro giugno 2015. Il PNR ne anticipa i contenuti:

Il Green Act conterrà misure su efficienza energetica, fonti rinnovabili, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana e uso efficiente del capitale naturale.

Accanto ai temi centrali del provvedimento, legati all’innovazione sostenibile, ci saranno poi questioni ambientali ancora irrisolte in Italia che nei prossimi anni dovrebbero finalmente essere affrontate in maniera più incisiva, uscendo dalla logica dell’emergenza.

Si tratta, come anticipa il documento, del dissesto idrogeologico, delle politiche di adattamento e mitigazione del riscaldamento globale e delle attività di risanamento e bonifica dei siti compromessi dall’inquinamento.

Nel DEF si sottolineano le carenze dell’Italia sul fronte della gestione dei rifiuti e delle risorse idriche. Gli esperti spiegano che soprattutto al Sud è necessario un programma di interventi per colmare le lacune ancora presenti nel servizio di fornitura idrica e nella raccolta dei rifiuti.

Nelle regioni del Nord bisognerà intervenire invece soprattutto per arginare la piaga dell’inquinamento che abbassa la qualità della vita dei cittadini e ha un pesante impatto sulla sanità pubblica. Per ridurre gli interventi d’emergenza, occorrerà inoltre investire nella prevenzione delle alluvioni e in una gestione più sostenibile del territorio.

Tino Iannuzzi, l’esponente del PD relatore del DEF, ha spiegato all’VIII Commissione Permanente della Camera, che l’Italia dovrà puntare necessariamente su risparmio energetico e fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi climatici comunitari:

Il Consiglio europeo del 23-24 ottobre 2014 ha approvato le Conclusioni con i nuovi obiettivi per il periodo 2020-2030. L’elemento centrale e fondamentale del nuovo quadro è la riduzione, sul piano europeo, delle emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli raggiunti nell’anno 1990.

Iannuzzi ha ricordato che l’Europa intende fissare al 27% la fetta di energia prodotta dalle fonti rinnovabili e assegnare un ruolo sempre più cruciale all’efficienza energetica.

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