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Decreto rinnovabili: Coordinamento FREE chiede testo per FER non FV

Decreto rinnovabili: Coordinamento FREE chiede testo per FER non FV

Fonte immagine: Shutterstock

Chiesto dal Coordinamento FREE un nuovo decreto rinnovabili che tenga conto delle necessità delle FER non fotovoltaiche, ecco i punti principali.

Un nuovo decreto rinnovabili che rispetti le esigenze delle FER non fotovoltaiche. A chiederlo è il Coordinamento FREE, come riportato in un comunicato ANEV, che sottolinea l’importanza del settore energetico green e il fatto che lo stesso decreto rinnovabili elettriche non diventerà operativo prima della metà del 2018 a causa dell’iter decisionale (concerto con MATTM, parere ARERA, parere Conferenza unificata, verifica con Commissione Europea).

Il Coordinamento FREE chiede quindi con urgenza un decreto sulle rinnovabili non fotovoltaiche che risolva le necessità attuali di settori come l’eolico offshore, il biogas, le biomasse, il solare termodinamico e la geotermia innovativa. Questi gli altri punti individuati dall’associazione:

  • Consentire una programmazione degli investimenti in grado di consentire una ulteriore riduzione dei costi, si facciano aste separate per eolico e fotovoltaico, sulla base di quote di potenza assegnata alla singola tecnologia;
  • Le tariffe a base d’asta per l’eolico indicate nel testo consentano la realizzazione dei contingenti indicati, utilizzando aerogeneratori di ultima generazione;
  • Le misure per i rifacimenti totali o parziali si applichino anche agli impianti che non hanno aderito allo spalma-incentivi;
  • La priorità per impianti realizzati su discariche, cave, ecc. sia condizionata a preventive operazioni di bonifica e sia estesa anche a impianti installati su coperture che contengano amianto, purché i proponenti si impegnino alla sua rimozione, avvalendosi delle misure di incentivazione previste dalla vigente legislazione per la rimozione dell’amianto;
  • Si chiede che vengano meglio chiariti i criteri per la partecipazione degli impianti ubicati in Stati membri, partecipazione che deve comunque sottostare ad un accordo di libero scambio.

In ultimo il Coordinamento FREE chiede la modifica all’attuale normativa, con sostituzione dell’esclusione delle aree agricole dall’accesso agli incentivi con dei criteri che impediscano installazioni in contrasto con le esigenze della produzione agricola.

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