Decreti rinnovabili uccideranno eolico: ANEV scrive a Passera

Decreti rinnovabili uccideranno eolico: ANEV scrive a Passera

L'85% dei parchi eolici italiani sarebbe a rischio per il ritardo nel ritiro dei Certificati Verdi, previsto dalla bozza dei nuovi incentivi.

Allarme eolico in seguito alla diffusione delle prime notizie sulla bozza dei nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche, fotovoltaico escluso. Se il sole non batte più a causa del Quinto Conto Energia, infatti, anche il vento non tira più forte come prima a causa del paventato rinvio del pagamento dei Certificati Verdi da parte dello Stato ai produttori di energia eolica.

Già, perché tra i tanti tagli e cambiamenti previsti dalla bozza c’è anche un forte allungamento dei tempi per il ritiro da parte del GSE dei Certificati Verdi afferenti la produzione dell’anno 2011. E l’Associazione Nazionale Energia dal Vento (ANEV) guidata da Simone Togni insorge lanciando addirittura l’allarme default per oltre tre quarti degli impianti già attivi.

Il problema, spiega Togni, è che questi impianti vengono quasi sempre costruiti con il project financing. Cioè con soldi in prestito, che vengono restituiti a rate ogni volta che arriva il pagamento dell’energia venduta da parte del GSE. Ma la prossima scadenza è vicinissima, a Giugno, e se i soldi non arrivano saltano anche le rate. Spiega Togni, in una lettera di protesta inviata al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera:

Il ritardato pagamento dei Certificati Verdi, ove confermato, si configurerebbe di fatto come una insolvenza dello Stato debitore nei confronti degli imprenditori creditori, e comporterebbe evidenti problematiche di carattere finanziario e, in particolare, rischierebbe di determinare un grave pregiudizio in capo alle numerose iniziative finanziate attraverso project finance (circa l’85%), a causa della mancanza della cassa necessaria a fare fronte al pagamento della rata di rimborso di giugno dei project finance medesimi

Probabilmente, a dire il vero, le aziende titolari di questi impianti eolici i soldi in cassa ce li hanno visto che l’energia eolica fino ad oggi è stata ben pagata. E potrebbero quindi anticipare le rate per qualche mese. Il problema, però, è che non si possono cambiare le regole quando il gioco è già iniziato: chi fa un investimento deve sapere se e come può ripagarlo, altrimenti si blocca tutto.

Togni, poi, ricorda a Passera che l’eolico ha già ricevuto parecchie batoste negli ultimi mesi e il ritardo nel ritiro dei CV sarebbe solo l’ultima di una lunga serie:

Gli operatori eolici già hanno subito tagli retroattivi con il D. Lgs. 28/2011 nel livello degli incentivi (- 22%), e con la manovra di agosto la Robin Tax (- 10,5% degli utili) e vedono inoltre all’orizzonte ulteriori interventi come l’introduzione ex novo di una “tassa” da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas per la non programmabilità del vento (sic !), e un’altra gabella pari a 2 €/MWh per il funzionamento del GSE

La tassa sulla non programmabilità del vento, in effetti, fa quasi ridere: sarebbe come tassare gli asili perché sono frequentati dai bambini. Anche per questo ANEV si prepara a scendere in piazza il 18 aprile con le altre associazioni in difesa delle sempre più martoriate energie rinnovabili.

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