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Ddl Stabilità: incentivi alle fonti fossili, il no di Legambiente

Ddl Stabilità: incentivi alle fonti fossili, il no di Legambiente

Anche l'associazione ambientalista si schiera contro i nuovi aiuti di stato alle fonti fossili previsti dal testo della Legge di Stabilità.

Anche Legambiente si schiera contro i possibili aiuti di stato alle fonti fossili previsto da un emendamento alle Legge di Stabilità. Il provvedimento, sul quale è stata posta la fiducia (il Senato dovrebbe esprimersi proprio questa mattina) prevede un nuovo meccanismo di sostegno per alcune tipologie di impianti termoelettrici.

Una ipotesi contro la quale si sono già espresse diverse associazioni del mondo delle rinnovabili. Potrebbero essere infatti proprio le energie pulite a dover assicurare la copertura economica dei nuovi aiuti alle fonti fossili, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.

Se la Legge Stabilità venisse approvata così com’è, osserva Legambiente, occorrerebbe aggiornare il conto sui sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili, ritoccando al rialzo la cifra di 12 miliardi indicata dalla stessa associazione ambientalista (4,4 miliardi di sussidi diretti distribuiti ad autotrasportatori, centrali da fonti fossili e imprese energivore e 7,7 miliardi di sussidi indiretti tra finanziamenti per nuove strade e autostrade, sconti e regali per le trivellazioni).

Secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, la misura andrebbe:

A totale discapito delle fonti rinnovabili, che potrebbero essere invece fondamentali per uno sviluppo occupazionale ed economico più equo e salutare per i cittadini e per l’ambiente.

Quello che sappiamo, ancora, è che ci si guarda bene, anche sta volta, dal dichiarare in modo trasparente a quanto ammonta e perché dobbiamo prevedere questo ulteriore sussidio per sostenere vecchie centrali inquinanti e grandi gruppi energetici che nulla hanno a che vedere con i veri interessi del Paese.

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