Crisi nucleare in Giappone, saltano tre alti funzionari

Crisi nucleare in Giappone, saltano tre alti funzionari

In Giappone saltano le prime teste ai più alti livelli a causa della pessima gestione dell'emergenza nucleare post-terremoto che sta mettendo in crisi il paese

La crisi nucleare che continua a flagellare il Giappone, dove i livelli di radioattività nei pressi della centrale di Fukushima si mantengono a livelli record, potrebbe presto avere le sue prime conseguenze sulle alte sfere che controllano e indirizzano l’attività nucleare del paese asiatico.

Secondo le informazioni che arrivano dall’estremo oriente, sembra infatti che i capi di tre delle più importanti agenzie del paese attive nel settore dell’energia e del nucleare saranno esautorati dai propri incarichi. A farlo capire è stato lo stesso ministro dell’industria, Banri Kaieda, che oltre a spiegare di essere disposto a dimettersi per gli errori commessi ha anche confermato alcune indiscrezioni comparse da giorni su alcuni giornali nazionali.

A perdere il loro posto saranno un vice ministro, il capo dell’agenzia per la sicurezza industriale e nucleare e il direttore generale dell’agenzia per l’energia e le risorse naturali. Tutti e tre pagheranno così la gestione del post terremoto e la conseguente emergenza nucleare che sta mettendo in difficoltà l’intero paese, alle prese con la peggior crisi di questo tipo negli ultimi 25 anni.

A far propendere per una decisione così drastica sono stati una serie di scandali che hanno visto protagonisti proprio gli alti funzionari governativi in procinto di essere mandati via, in particolare sembra aver pesato l’azione mirata a influenzare l’opinione pubblica portata avanti per mezzo di alcuni dipendenti, ai quali sarebbe stato domandato di intervenire in un forum pubblico parlando a favore del nucleare.

La crisi di Fukushima sta avendo così i propri effetti sulla politica energetica del Giappone, che si avvia con ogni probabilità alla revisione dei propri piani puntando innanzitutto al miglioramento della sicurezza delle centrali nucleari, come ha fatto capire lo stesso primo ministro Naoto Kan nei sui recenti discorsi.

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