Crisi fotovoltaico, Power-One licenzia 300 dipendenti

Crisi fotovoltaico, Power-One licenzia 300 dipendenti

Inverter per fotovoltaico: anche Power-One, dopo SMA, annuncia licenziamenti. I posti in meno saranno 300.

Power-One, multinazionale americana degli inverter per fotovoltaico che ha uno stabilimento anche in Italia a Terranuova Bracciolini (Arezzo), ha avviato un programma di licenziamento per 300 dipendenti a livello globale.

La causa dei tagli al personale è molto semplice: nell’ultimo trimestre del 2012 i ricavi sono stati inferiori alle attese e le previsioni per i prossimi mesi non sono incoraggianti.

Le entrate, infatti, sono state pari a 192 milioni di dollari, 123 dei quali provenienti dal settore delle rinnovabili con 628 MW di inverter venduti nel trimestre. Numeri in calo soprattutto a causa della basa domanda proveniente dai due mercati principali: Germania e Italia.

A questo sia aggiunge il fatto che l’euro ha ripreso valore sul dollaro, abbassando ulteriormente i profitti di Powe-One e i dividenti per gli azionisti. Come sarà il 2013? Lo ipotizza così Richard Thompson, CEO dell’azienda:

Il mercato globale del fotovoltaico si prevede in aumento del 7% circa nel 2013, trainato dalla crescita in Nord America e nell’Asia orientale. Trarremo beneficio da questa crescita tramite i nostri investimenti in questi mercati e con l’introduzione di nuovi prodotti di alta gamma.

Quel che è certo è che Power-One non è l’unica società globale che produce inverter per fotovoltaico ad avere problemi. Un altro big del settore, SMA, ha da poco annunciato il taglio di 1.000 posti di lavoro. Entrambe le aziende si preparano alla prossima sfida: la Cina primo mercato al mondo per gli inverter.

Riceviamo e pubblichiamo una rettifica chiesta dall’ufficio stampa di Powr-One:

  1. Nessuno dei 300 licenziamenti interessa l’Italia che continua ad essere il centro di eccellenza e di competenza mondiale per Power-One. Non risultano questioni sindacali aperte in Italia al momento, anzi la collaborazione con le RSU è molto stretta e continuativa
  2. 200 dei 300 posti perduti, riguardano la divisione Power, non la divisione Renewable Energy di cui l’Italia fa parte
  3. I 100 posti tagliati nella divisione Renewable Energy riguardano solo ed esclusivamente lo stabilimento di Phoenix, Arizona e sono stati tagliati per ragioni di riequilibrio costi e non per perdita, o scarsa crescita, di mercato
  4. Power-One Italia è, e continua ad essere, il riferimento mondiale per l’azienda nel settore delle rinnovabili

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