Crisi climatica: governo italiano in tribunale

Crisi climatica: governo italiano in tribunale

Fonte immagine: Istock

Un gruppo di associazioni ha lanciato la campagna Giudizio universale: finalmente il progetto arriva anche in Italia e porta in tribunale il governo.

Paesi Bassi, in Francia, Irlanda, Belgio, Svizzera e Stati Uniti sono stati pionieri: adesso anche l’Italia ha un collettivo di associazioni che si è posto come obiettivo quello di portare il governo in aula per obbligarlo ad agire sul tema cambiamento climatico. Il progetto si chiama “Giudizio universale” ed è nato a giugno 2019 ma a breve dopo appena un anno arriverà sulla rampa di lancio: l’aula di tribunale.

Crisi climatica: cos’è il programma Giudizio Universale

Crisi climatica: cos'è il programma Giudizio Universale
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Le associazioni che fanno parte del collettivo sono moltissime ma tra esse ci sono A SudAttac e i movimenti No Tav e No Tap. In un comunicato fanno sapere:

Senza interventi, entro la fine del secolo la temperatura media aumenterà di oltre 4 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali. Abbiamo appena un decennio per bloccare le emissioni di gas ad effetto serra. Altrimenti sarà troppo tardi”. Eppure, aggiungono i sostenitori dell’iniziativa, “nessuno dei leader mondiali ha colto il messaggio e l’urgenza del pericolo, nemmeno a casa nostra! Il nostro paese fa parte del cosiddetto gruppo delle nazioni sviluppate, ovvero le principali responsabili delle emissioni di gas ad effetto serra a livello globale. Rispetto al 1990, nel 2017 le nostre emissioni si erano ridotte di appena il 17,4 per cento. Mentre già nel 2007 l’Intergovernamental Panel on Climate Change (Ipcc) chiedeva che i Paesi sviluppati riducessero le emissioni del 25-40 per cento, entro il 2020.

 

 

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