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Cresce il contributo delle rinnovabili alla produzione di energia elettrica

Cresce il contributo delle rinnovabili alla produzione di energia elettrica

Cresce quasi esponenzialmente il peso delle fonti rinnovabili nel complesso della produzione di energia elettrica nel nostro paese. Nell’anno appena trascorso, da esse abbiamo tratto il 20% del nostro consumo lordo: una percentuale che inizia a farsi davvero considerevole. Mentre il governo sembra ormai non voler prescindere dal ritorno al nucleare, anche in Italia s’impone, […]

Cresce quasi esponenzialmente il peso delle fonti rinnovabili nel complesso della produzione di energia elettrica nel nostro paese. Nell’anno appena trascorso, da esse abbiamo tratto il 20% del nostro consumo lordo: una percentuale che inizia a farsi davvero considerevole.

Mentre il governo sembra ormai non voler prescindere dal ritorno al nucleare, anche in Italia s’impone, dunque, nella pratica concreta, l’utilizzo di impianti fotovoltaici ed eolici, affiancati ai più tradizionali idroelettrici e a biomasse.

In particolare l’energia prodotta a partire da quella solare è quadruplicata, anche se, stando ai numeri assoluti, resta una delle fonti meno redditizie: 1.000 gigawattora contro i 6.700 delle biomasse e i circa 47.000 del settore idroelettrico. Diversa pare la sorte delle centrali eoliche: tramite il vento si producono mediamente 66.000 gigawattora.

Eppure, se osserviamo più a fondo la situazione, proprio il fotovoltaico sembra essere il settore su cui maggiormente investire: se sull’eolico permangono dei dubbi sulla sua effettiva praticabilità in Italia, se sembra difficile immaginare nuovi impianti idroelettrici (si tratta di una tecnologia che ormai viene sfruttata da più di un secolo) e se c’è un limite oggettivo alle biomasse producibili ogni anno è evidente che, al contrario, una campagna di diffusione su larga scala dei pannelli solari non sia ancora stata pienamente attuata. Anche la ricerca tecnologica in questo campo sembra in grado di trovare nuove soluzioni, sempre più redditizie.

Il timore, fra gli ambientalisti, è che lo sforzo economico che nei prossimi anni sarà richiesto dal ritorno al nucleare, rischi di tagliare i fondi a queste ricerche e iniziative.

Eppure i risultati fin qui ottenuti dalla “green energy” non possono che riproporre il problema: ma di questo ritorno al nucleare, ne abbiamo davvero bisogno?

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