Creati in Cina i primi embrioni ibridi uomo-scimmia

Creati in Cina i primi embrioni ibridi uomo-scimmia

Fonte immagine: Pixabay

L'obiettivo delle nuove chimere è quello di utilizzare gli animali come fabbriche di organi umani per i trapianti.

In Cina un’equipe di scienziati è riuscita a produrre i primi embrioni ibridi uomo-scimmia, con l’obiettivo di utilizzare gli animali come “fabbriche” di organi umani per i trapianti. L’esperimento, ancora avvolto nel mistero in attesa della pubblicazione su una rivista scientifica, è stato anticipato al quotidiano spagnolo El Paìs dalla biologa Estrella Nunez dell’Università Cattolica Sant’Antonio di Murcia (Ucam), che ha collaborato alla ricerca condotta da Juan Carlos Izpisua Belmonte, biologo al Salk Institute in California, già noto per aver lavorato due anni fa al primo embrione uomo-maiale.

Secondo quanto riportato da El Paìs, gli embrioni di scimmia sarebbero stati geneticamente modificati per disattivare alcuni geni essenziali per la formazione degli organi. Quindi vi sarebbero state iniettate alcune cellule umane, riprogrammate come cellule staminali e dunque in grado di generare qualsiasi tessuto.

Si sarebbero così formati embrioni “chimera”, il cui sviluppo sarebbe stato interrotto dopo pochi giorni, impedendo alla gravidanza di giungere a termine. Per evitare ostacoli etici la comunità scientifica ha fissato un limite di 14 giorni di gravidanza, tempo insufficiente per lo sviluppo del sistema nervoso centrale umano. Prima che si compiano quei 14 giorni gli embrioni chimerici vengono rimossi e la gestazione non viene effettuata in nessun caso.

Non è la prima volta che lo scienziato e il suo gruppo tentano di realizzare chimere tra uomini e animali. Ci avevano già provato nel 2017 utilizzando cellule umane e suine. Allora però l’esperimento non aveva portato ai risultati sperati, poiché le cellule staminali umane iniettate negli embrioni di maiale non avevano attecchito come previsto.Nuovi tentativi erano quindi stati condotti successivamente, usando specie più vicine fra loro come topi e ratti. Adesso umani e scimmie. Mentre tra gli esperti restano aperti dubbi concreti sulla reale utilità della sperimentazione.

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