Covid Cina: lockdown non ha ridotto ozono e PM2,5

Covid Cina: lockdown non ha ridotto ozono e PM2,5

Fonte immagine: Foto di Jing da Pixabay

Covid in Cina, durante il lockdown scarsi gli effetti anti inquinamento atmosferico per quanto riguarda ozono e particolato sottile.

Il lockdown da Covid ha tagliato lo smog in Cina. A confermarlo uno studio internazionale, che opera tuttavia alcuni importanti distinguo. A cominciare dagli inquinanti ridotti durante le misure restrittive maggiori, tra i quali figurerebbero solo marginalmente elementi come l’ozono e il particolato sottile (PM2,5). La ricerca è stata condotta dalla University of Leeds (UK) e dalla Southern University of Science and Technology (Cina), pubblicazione su Environmental Research Letters.

I dati sull’inquinamento atmosferico in Cina sono stati forniti da 1300 stazioni di rilevamento. Secondo gli studiosi durante il lockdown da Coronavirus netto il calo dei livelli di NO2 (diossido di azoto), mentre appena percettibili quelli di ozono e PM2,5. A sottolinearlo il Prof. Dominick Spracklen, University of Leeds:

Malgrado la qualità dell’aria in Cina sia migliorata negli ultimi anni, l’inquinamento atmosferico domestico ed esterno ha ancora un impatto rilevante sulla salute. Il 12% delle morti in Cina nel 2017 è attribuibile a esso.

Comprendere gli andamenti nella qualità dell’aria è quindi essenziale per stabilire l’efficacia delle recenti misure, e aiuta a far conoscere la futura mitigazione dell’inquinamento atmosferico. L’applicazione di misure di controllo durante l’esplosione del Coronavirus ci permette di analizzare i potenziali miglioramenti alla qualità dell’aria risultanti da una riduzione delle emissioni.

Secondo l’autore principale dello studio, il Prof. Ben Silver (University of Leeds), tra il 23 gennaio e il 31 marzo in Cina l’NO2 è calato in media del 27% (punte del 50,5%). Molto più basso il valore legato alle PM2,5, ridotte in media dell’11% e rimaste immutate nel Nord-Est del Paese. Prof. Xinyue He, co-autore della ricerca, Southern University of Science and Technology di Shenzen (Cina):

Le concentrazioni di PM2,5 in Cina sono gravemente influenzate dalle emissioni residenziali, che verosimilmente sono state intaccate meno dalle misure di controllo.

Fonte: Phys.org

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