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Costiera Amalfitana, sottratti 400 kg di coralli: danni per 50 anni

Costiera Amalfitana, sottratti 400 kg di coralli: danni per 50 anni

Fonte immagine: Tunart via iStock

Scoperta organizzazione che sottraeva il corallo della Costiera Amalfitana: in due anni scomparsi 400 chili, danni estesi per 50 anni.

Circa 400 chilogrammi di corallo sottratti in due anni dalla Costiera Amalfitana, per un danno ambientale che chiederà 50 anni alla natura per poter essere ripristinato. È questo il risultato di un’indagine condotta dalla Procura di Salerno, così come riferisce il quotidiano Repubblica, in merito alle scoperte della Capitaneria di Porto di Salerno.

Le indagini sono partite nel corso del 2018, dopo il sequestro di grandi quantità di corallo protetto trovate su un’imbarcazione del porto di Salerno. Grazie alle indagini e alle intercettazioni condotte dopo questa scoperta, è stata identificata una vera e propria organizzazione dedita alla raccolta e al commercio di un corallo raro e protetto, ovvero il Corallium rubrum, noto poiché in via di estinzione. Questo veniva estratto dai fondali al largo della Costiera Amalfitana, su siti come Punta Campanella, lo Scoglio dell’Isca di Praiano, Conca dei Marini e gli isolotti di Li Galli, causando un enorme danno ambientale.

Le Forze dell’Ordine hanno scovato circa 90 chilogrammi di corallo in un deposito, mentre in totale si stima siano circa 400 i chili sottratti nell’arco di due anni. Affinché i microorganismi che compongono questo solido materiale, appartenenti alla famiglia dei polipi, possano ricostruire quanto andato perduto, ci vorrà addirittura mezzo secolo: delle conseguenze gravissime per il mare della Costiera, considerando come proprio il corallo sia fondamentale per la proliferazione delle specie marine, la biodiversità e il filtraggio dell’acqua.

Secondo quanto riferito dalla Capitaneria di Porto di Salerno, il volume d’affari complessivo potrebbe essere di circa un milione di euro. I pescatori pare operassero attraverso una società di copertura, identificata dalle stesse forze dell’ordine.

Di norma, la raccolta del corallo avviene tramite il ricorso a sommozzatori, armati di speciali attrezzi e di bombole per rimanere a lungo sott’acqua. Molti comuni vietano però questa pratica, soprattutto quando sono presenti specie rare oppure a rischio d’estinzione.

Fonte: Repubblica

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