Cosa ci sta dicendo il cane quando parla?

Cosa ci sta dicendo il cane quando parla?

Il cane comunica e dialoga con l'uomo, ma senza usare la parola, bensì sfruttando le movenze del corpo per stabilire un'interazione precisa col proprietario.

Un linguaggio fatto di sguardi, movimenti, versi, scodinzolamenti che non sempre è comprensibile all’uomo, ma tra simili è piuttosto chiaro e preciso. È il dialogo canino che appare semplice e immediato tra esseri della stessa specie ma, nonostante la convivenza di millenni, risulta ancora un po’ ostico per l’uomo. Se Fido è in grado di comprendere e capire le intenzioni e le necessità del compagno umano, questi ancora fatica a imparare la corretta dialettica, i giusti tempi e l’esatta terminologia canina. L’uomo tendenzialmente è convinto che il cane abbia poco da dire, mentre per farsi ascoltare tende ad alzare la voce e ad urlare.

Eppure il dialogo che i cani cercano di stabilire con l’uomo è sovente articolato ed elaborato, un insieme di gesti e movenze che rivelano intenzioni e sentimenti. È l’incapacità umana che spinge verso l’incomprensione e fornisce le basi per un feedback errato, che può portare a morsi e aggressioni. Non è colpa del cane perché, a dispetto delle false credenze, è sempre pronto a indicare le sue reali intenzioni e motivazioni. Che sia euforico, nervoso, spaventato o felice, Fido parla e spiega cosa prova. Spetta all’uomo imparare i codici di questo dialogo, farli propri e memorizzarli per una comunicazione fluida e serena.

Orecchie, coda e corpo

Cane coda
Fonte: Elevated view of Jack Russell terrier chasing tail view on grass via Shutterstock

Le orecchie e la coda fanno parte del linguaggio del cane, la loro posizione caratterizza un atteggiamento rilassato oppure stressato. Una posa eretta e rigida di coda e orecchie determina un atteggiamento d’attenzione, di interesse ma anche di nervosismo. In particolare di imminente attacco se lo sguardo è fisso con le pupille dilatate, il pelo sollevato e il muso leggermente arricciato. Al contrario, se la coda è nascosta tra le gambe, le orecchie sono rivolte indietro, gli angoli della bocca sono piagati verso il basso e l’animale si accuccia a terra il suo è un atteggiamento timoroso, di paura e di sottomissione. Non sempre il cane ringhia, sovente è il corpo a parlare per lui senza versi o suoni.

Abbracci, senso di colpa, sguardi e amore

Abbraccio
Fonte: Happy young boy lovingly hugging his pet dog in the park via Shutterstock

Il cane possiedono un vasto repertorio per ingraziarsi le scuse da parte del proprietario, un dialogo come sempre non verbale ma fatto di gesti e movimenti tutti da interpretare e comprendere. L’addestratore di cani norvegese Turid Rugaas ha individuato circa 30 segnali specifici atti a smussare lo stress e allontanare le difficoltà. Il cane perciò parla attraverso movenze e segnali come piccoli colpi di lingua, movimenti della testa o degli occhi, ma anche annusate per terra, sbadigli e scrollate del pelo. Il cane quando è seduto osserva e comunica, oppure si avvicina con il corpo mostrando il fianco per attirare qualche carezza.

Mentre con lo sguardo può dimostrare di aver compreso di aver commesso un gesto sbagliato, ma non è senso di colpa o vergogna piuttosto paura e ansia nei confronti della reazione del proprietario. Se la sua azione è un atto sbagliato per l’uomo, il cane assumerà una posa di sudditanza, con testa in giù con il corpo piegato in avanti e gli occhi rivolti verso il basso. Un segnale di ansia e angoscia per ciò che arriverà, non una dimostrazione di colpevolezza. Sicuramente il proprietario e il nucleo familiare devono comprendere che ciò che appare lecito per l’uomo non sempre lo è per il cane, come l’abbraccio e la tirata d’orecchio vissuti come veri attacchi. Stringere il collo del cane in una morsa affettuosa e amorevole può risultare come approccio frainteso, vissuto come sfida e sviluppare una reazione negativa con tanto di minaccia e morsi. Al contrario per dichiarare il suo amore il cane muove la coda roteandola, oppure appoggia la zampa sulla gamba del proprietario, assume una corsa galoppante che ricorda un cavallo a dondolo, quindi raggomitola il corpo a formare una C per attirare carezze e grattatine. Attimi di pura gioia per l’animale che lo spingono a mugolare fino a sorridere.

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