Corto Greenpeace con la voce di Giorgia in difesa delle tartarughe

Corto Greenpeace con la voce di Giorgia in difesa delle tartarughe

Fonte immagine: Foto di Pexels da Pixabay

Un corto d'animazione in difesa delle tartarughe con la voce di Giorgia e di Adriano Giannini, a lanciarlo Greenpeace.

Un corto di animazione per mostrare quanto sia reale il pericolo per le tartarughe di mare. Realizzato per conto di Greenpeace dallo studio Aardman, lo stesso creatore di “Galline in fuga” e di “Wallace & Gromit”, il cortometraggio vede la partecipazione straordinaria per l’Italia della cantautrice Giorgia e dell’attore e doppiatore Adriano Giannini.

Il corto lanciato oggi da Greenpeace si intitola “Tartarughe in viaggio” e si concentra sull’importanza di intervenire con urgenza sulla minacce che gravano sugli oceani. Nella versione internazionale le voci sono dei premi Oscar Oscar Olivia Colman e Dame Helen Mirren. Ha dichiarato Giorgia, che presta la sua voce a “mamma tartaruga” per l’Italia:

Sono felice di dar voce a una tartaruga grazie a Greenpeace. La casa è quanto di più prezioso abbiamo, uno spazio sicuro per noi e la nostra famiglia. Eppure la stiamo togliendo a tartarughe, balene, pinguini e tanti altri animali. Se non agiamo ora, rischiamo di causare danni irreversibili ai nostri oceani e di perdere alcune specie per sempre. Spero che questo corto faccia prendere coscienza a sempre più persone dei danni che stiamo causando al mare

Le popolazioni di tartarughe marine si sono drasticamente ridotte, ha indicato Greenpeace, perlopiù a causa della caccia. Secondo l’associazione oggi le minacce sono soprattutto altre:

Oggi le principali minacce alla loro sopravvivenza sono la pesca industriale, l’urbanizzazione costiera, l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Le tartarughe marine migrano per migliaia di chilometri attraverso i mari per spostarsi tra le spiagge dove nidificano, le aree dove si accoppiano e quelle più ricche di cibo per alimentarsi.

Rischio estinzione che viene alimentato anche dai cambiamenti climatici, che costringono le tartarughe liuto a percorrere il doppio della distanza per raggiungere i luoghi in cui deporranno le loro uova. I dati sono contenuti in uno studio presentato in contemporanea con l’uscita del corto e intitolato “Turtles Under Threat”. Giorgia Monti responsabile Campagna mare di Greenpeace Italia:

Sei delle sette specie di tartarughe marine sono minacciate di estinzione e senza un’azione urgente la situazione non potrà che peggiorare. Non c’è più tempo da perdere: i governi di tutto il mondo devono firmare un Accordo Globale che garantisca la reale protezione degli oceani. La comunità scientifica chiede di tutelare almeno il 30 per cento della superficie marina entro il 2030 con una rete di Santuari per permettere alla vita marina di sopravvivere in un mondo sempre più minacciato dalle attività umane, cambiamenti climatici in primis.

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