Corrado Clini: via il fotovoltaico dai campi agricoli

Corrado Clini: via il fotovoltaico dai campi agricoli

Solare via dai terreni agricoli, Corrado Clini rilancia il fotovoltaico domestico e industriale: "Nei campi si coltivino pomodori e non pannelli solari"

“Pomodori e non pannelli” è questa la ricetta, almeno per le campagne, del Ministro Corrado Clini. Non è la prima volta che il titolare del Ministero dell’Ambiente interviene su quelli che sono alcuni dei timori più diffusi nella società civile, quello di una campagna strappata alla coltivazione dal business delle rinnovabili in primis.

L’Italia, fino ad ora, ha ampiamente rinunciato all’idea di governare con ordine il boom delle nuove energie, lasciando che interi campi venissero invasi da pannelli fotovoltaici. In tempi di magra per l’agricoltura, i finanziamenti del Conto Energia sono sembrati sempre un’alternativa ghiotta per rendere produttivi i terreni. Ma la colpa di ciò è da attribuire proprio al lassismo delle istituzioni e alla mancanza di un chiaro Piano Energetico nazionale, più volte annunciato dall’ex Ministro per lo Sviluppo Romani, ma mai messo su carta.

Il Ministro Clini è allora entrato in maniera decisa sull’argomento:

Il piano energetico nazionale punterà soprattutto su un fotovoltaico dedicato al settore industriale ed edilizio. Basta utilizzare i terreni agricoli per gli impianti fotovoltaici, nei campi bisogna coltivare i pomodori.

Punto di vista condivisibile, a patto di dare una mano al settore agricolo per uscire dalla crisi in cui vessa. Una soluzione che dovrebbe però essere più ecocompatibile della riduzione delle accise per il gasolio richiesta dal movimento dei forconi.

Ad ogni modo, l’impegno di Clini sembra andare per il momento verso investimenti sulle rinnovabili più mirati, investendo meglio che in passato. Il non rinunciare ai campi vorrebbe dire rilanciare forme di fotovoltaico più compatibili con il nostro paesaggio. Si tratta di una sfida cruciale per il nostro Paese, ha confessato il Ministro:

Dobbiamo lavorare tutti insieme, governo e imprese per produrre un’energia a basso costo. Le rinnovabili devono essere accessibili a tutti. Bisogna investire su tecnologie flessibili, ricerca e sviluppo.

Nel nostro piccolo, auspichiamo soltanto che oltre ad una Strategia Energetica Nazionale si affronti il problema agricolo nel nostro Paese.

Fonti: Corriere.it

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