Corpo Forestale: sì del Senato a soppressione, proteste ambientalisti

Corpo Forestale: sì del Senato a soppressione, proteste ambientalisti

Fonte immagine: Rupertsciamenna

Scioglimento del Corpo Forestale dello Stato, primo via libera dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, protesta del mondo ambientalista.

Il 17 marzo nella seduta della 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato è stato votato definitivamente il testo dell’art.7 del ddl sulla “Riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche”, che prevede lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato. Il 31 marzo il voto passerà all’Assemblea del Senato, se poi anche la Camera lo approverà il provvedimento diverrà legge.

La “spending review” anche per questo settore deriverebbe dalla necessità di tagliare i costi, ma a fronte di un limitato risparmio, se il Corpo Forestale dello Stato fosse riassorbito nelle altre forze di Polizia, come da contenuto del ddl, ci sarebbero anche consistenti spese da sostenere per cambio divise, adeguamento dei mezzi e corsi di formazione.

Politica e ambientalisti si schierano contro questa decisione del Governo Renzi che giudicano azzardata, inutile e pericolosa non solo per i diritti dei lavoratori, ma anche per l’ambiente. Michela Vittoria Brambilla di Forza Italia, Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro delle Politiche Agricole e dell’Ambiente e attuale presidente della Fondazione UniVerde, la deputata del Pd Giovanna Palma, l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania Giovanni Romano e il Presidente del Consiglio Regionale delle Marche Vittoriano Solazzi hanno espresso la loro contrarietà.

Quest’ultimo si è fatto promotore di una mozione in Consiglio proprio contro la soppressione del CFS. Più tenue la posizione di Ermete Realacci, del Pd, Presidente della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, che ritiene che la proposta deve essere valutata.

Più decisi invece gli ambientalisti che insieme a sindacati e comitati di categoria, alcuni enti, blog d’informazione, associazioni, circoli culturali e anche alcune personalità pubbliche come Red Ronnie, Roberto Marchesini (etologo, filosofo, saggista e fondatore SIUA), Marco Verdone (veterinario e scrittore) e Tessa Gelisio hanno lanciato una petizione on line su change.org (#SalviamolaForestale) per chiedere che questo corpo bicentenario venga invece rafforzato, accorpando le Polizie Provinciali ed i Corpi Forestali delle Regioni e delle Province a Statuto Speciale (attualmente alle dipendenze dei rispettivi Enti locali) all’interno del Corpo Forestale dello Stato.

Il CFS attualmente ha un organico insufficiente e si potrebbe arrivare ad unico organo nazionale più forte nello svolgere i propri compiti istituzionali. Come sostiene Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu-Birdlife Italia:

Accorpare la Forestale alla Polizia di Stato è un errore gravissimo che, sebbene involontariamente, favorirà le ecomafie e tutti coloro che violano le leggi ambientali nel nostro Paese.

Mentre Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, sottolinea come sia:

Bizzarro che, mentre il Parlamento sta discutendo la nuova normativa sugli ecoreati e dopo aver approvato la normativa contro l’importazione di legno illegale, si voglia allo stesso tempo abolire il Corpo Forestale, che ha una indiscutibile esperienza proprio nella repressione dei reati ambientali, su cui svolge, e da tempo, una intensa attività.

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