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Coronavirus: speranza a Napoli da farmaco per l’artrite reumatoide

Coronavirus: speranza a Napoli da farmaco per l’artrite reumatoide

Fonte immagine: Pixabay

Testato a Napoli un farmaco per l'artrite reumatoide, utile anche in caso di infezione da coronavirus 2019-nCoV: giungono speranze dai medici.

Un farmaco normalmente impiegato per la gestione dell’artrite reumatoide starebbe dimostrando effetti positivi anche sul coronavirus 2019-nCoV. È questa l’incoraggiante notizia che proviene da Napoli, dove su due pazienti è stato testato il tocilizumab: a distanza di 24 ore, si sono notati i primi miglioramenti.

La somministrazione del farmaco è avvenuta grazie a una collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera dei Colli e l’Istituto Nazionale dei Tumori IRCSS Fondazione Pascale, così come rivela Repubblica. La scelta di usare un medicinale pensato per l’artrite reumatoide sul coronavirus è nata da incoraggiati test condotti in Cina, pronti a dimostrare un effetto benefico del trattamento anche su pazienti colpiti da polmoniti gravi o intubati.

Il farmaco – un inibitore dell’interluchina 6 usato proprio per l’artrite reumatoide e la sindrome di rilascio citochimica dopo il trattamento con cellule CAR-T – si è dimostrato efficace, in particolare su un paziente già colpito da severa polmonite:

Già a distanza di 24 ore dall’infusione, sono stati evidenziati incoraggianti miglioramenti soprattutto in uno dei due pazienti, che presentava un quadro clinico più severo.

I medici esprimono soddisfazione ma anche altrettanta cautela, considerando come il tocilizumab sia ancora in fase di sperimentazione per il coronavirus e non è dato sapere se i suoi effetti positivi potranno ripetersi anche su larga scala. In Cina, infatti, sono solo 21 i pazienti trattati, anche se tutti con importanti miglioramenti:

Nell’esperienza cinese sono stati 21 i pazienti trattati che hanno mostrato un miglioramento importante già nelle prime 24-48 ore dal trattamento, che si effettua con un’unica somministrazione e che agisce senza interferire con il protocollo terapeutico a base di farmaci antivirali utilizzati.

Si ricorda come per il coronavirus 2019-nCoV non esista un vaccino né un trattamento di elezione: gli ospedali in tutta Italia stanno utilizzando antiretrovirali normalmente impiegati per la terapia anti-HIV, mentre un promettente antivirale è in corso di somministrazione come cura compassionevole.

Fonte: Repubblica

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