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Coronavirus: rischio carenze di generi alimentari, Cina la più esposta

Coronavirus: rischio carenze di generi alimentari, Cina la più esposta

Con la pandemia di Coronavirus si affaccia anche il potenziale problema di carenze di generi alimentari, la Cina tra i Paesi più a rischio.

Spese alimentari guidate dal panico e possibili interruzioni nella distribuzione commerciale rischiano di scatenare tra aprile e maggio carenze di cibo in alcuni Paesi del mondo. La nazione più esposta a tale pericolo sembrerebbe essere la Cina, che risulta dipendente dalle importazioni per diverse tipologie di alimenti ad alto utilizzo in patria. Ad affermarlo è la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

Sebbene il rischio di carenze di generi alimentari sia globale, quindi potenzialmente in grado di riguardare ciascun Paese, attualmente sono nazioni come la Cina, il Vietnam, la Thailandia e l’Australia a correre i pericoli maggiori. Non soltanto la corsa agli scaffali per accaparrarsi provviste magari non necessarie, ma anche i potenziali problemi riguardanti l’export di Stati Uniti, Canada, la stessa Australia e di diversi Stati europei tra i fattori di rischio.

Secondo la FAO la Cina risulta particolarmente debole per quanto riguarda ad esempio la fornitura di soia, importata perlopiù dagli USA, dall’Argentina e dal Brasile. Tale importazione è destinata soprattutto all’alimentazione dei maiali, il tipo di carne più consumato dai cinesi e altro settore in crisi dopo la peste suina africana del 2019. A rischio durante la pandemia di Coronavirus anche le importazioni di pesce e crostacei dall’Europa o dall’Asia, spiega l’analista senior per le proteine animali di Rabobank, Pan Chenjun:

Finora le spedizioni di soia sono state normali, ma è difficile prevedere se ci saranno interruzioni ai porti o alla logistica nei Paesi esportatori. Per il alcuni alimenti specifici, come il salmone, i gamberetti, il pangasio, per il quali la Cina fa molto affidamento sulle importazioni, la catena di distribuzione è attualmente interessata da interruzioni alla logistica nei Paesi esportatori, quali India, Vietnam e Norvegia.

Fonte: South China Morning Post

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